27 Maggio 2004

Multe sulla 106, diffidato il Comune

Cropani. Il Codacons contro la procedura usata dall`amministrazione per la riscossione

Multe sulla 106, diffidato il Comune

L`ingiunzione di pagamento affidata a uno studio legale privato




CROPANI ­ L`amministrazione comunale diffidata dal Codacons, a causa di presunte illegittimità messe in atto nella riscossione di alcune sanzioni amministrative. In particolare, si tratta di decreti ingiuntivi per la riscossione di alcuni verbali relativi ad infrazioni del Codice della strada, che sarebbero avvenute sulla statale 106 e rispetto alle quali è stato chiesto, come è ovvio, il pagamento ai cittadini. Meno ovvia, almeno a detta del Codacons, sarebbe la modalità utilizzata per effettuare tale sollecitazione, affidata ad un soggetto privato che altri non è che un avvocato del luogo. Proprio dal suo studio, nelle scorse settimane, sarebbero partiti i decreti ingiuntivi con i quali il Comune di Cropani chiede il pagamento di somme dovute a titolo di sanzioni amministrative, attuando una procedura che il Codacons contesta senza mezzi termini. Nello specifico l`associazione dei consumatori sottolinea che «la legge 689/81 prevede che la riscossione delle entrate dei Comuni debba avvenire tramite iscrizione a ruolo e non tramite il ricorso a professionisti esterni.Ma ciò non sembrerebbe valido per il sindaco e per la giunta di Cropani, che preferiscono affidare a privati la riscossione delle entrate, creando, di fatto, una sorta di Concessionario privato».
«Per i cittadini – aggiunge il Codacons – oltre al danno si aggiunge anche la beffa, atteso che oltre all`importo delle spese riferite alle contravvenzioni viene richiesto il pagamento di cospicue spese legali. Il Comune, infatti, che ha già in mano un titolo esecutivo (la contravvenzione non opposta nei termini di legge) illegittimamente attiva una ulteriore procedura legale, tesa soltanto ad ottenere ingiustificati profitti a danno della collettività».
Alla luce di tali convinzioni è nata la diffida al Comune di Cropani, «affinché si astenga dal proseguire con simili richieste lesive dei diritti dei cittadini», ed il Codacons ha altresì investito del problema la Prefettura di Catanzaro nonché la magistratura contabile, «al fine di verificare eventuali abusi e danni all`erario».

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