27 Giugno 2010

Multe pazze, rischia il sequestro dell’ auto

Multe pazze, rischia il sequestro dell’ auto
 

ROVERETO. A Napoli non c’ è mai stato. Tanto meno con il motorino. Eppure nove anni fa il postino gli aveva recapitato una multa per aver guidato senza casco in piazza Enrico De Nicola. Claudio Masetto, 41 anni, roveretano, aveva risposto subito con un fax e per precauzione aveva chiamato per due volte il comando dei vigili urbani napoletani. I quali lo avevano rassicurato: «E’ stato un errore, non si preoccupi». Ora Masetto rischia il sequestro dell’ auto. La grottesca vicenda è iniziata nel 2001, quando a Masetto viene contestata una contravvenzione di 76.800 euro poiché, secondo l’ operatore Salvatore Duma e il verbalizzante Antonella Sannino, agenti della polizia municipale di Napoli, sarebbe stato visto in piazza De Nicola mentre guidava senza casco il ciclomotore targato 76DE7. «In effetti – spiega Masetto – quello è il numero di targa del mio scooter, che però dal 1999 era in garage, fermo e senza assicurazione. Dopo una caduta accidentale mi ero spaventato e non l’ avevo più voluto usare». Il suo sospetto è che la targa vista dai vigili napoletani fosse clonata. Oppure che si tratti di una trascrizione errata da parte dei vigili Masetto ha spiegato che doveva esserci un errore perchè quello scooter a Napoli non ci é mai andato. Lo ha scritto in una lettera, inviata via fax al comando della polizia municipale napoletana. Per non incorrere in equivoci, aveva chiamato in caserma, dove gli aveva assicurato che il problema era risolto: era una "cartella pazza" di cui non doveva nemmeno tenere conto. All’ inizio del 2005 però, a quasi quattro anni dalla prima lettera, arriva a casa Masetto un’ ulteriore ingiunzione di pagamento. Lui non si perde d’ animo e invia un nuovo fax, ribadendo la propria posizione. Pare tutto risolto. Invece no. Alcuni giorni fa arriva una terza lettera. Stavolta sul frontespizio c’ è stampigliato il logo di Equitalia, la società di riscossioni alla quale si affida l’ ente pubblico. «E’ un’ ingiunzione di pagamento ultimativa – spiega Masetto mostrando la cartella esattoriale -. Mi ordinano di pagare entro venti giorni la cifra di 194,54 euro. Se non pago, inizierà la procedura di fermo amministrativo per la mia auto, l’ unico bene su cui si possono rivalere». Masetto ha consultato un legale, ora sta meditando di rivolgersi al Codacons. «La ritengo una profonda ingiustizia. Se le cose stanno così, a chiunque possono contestare una multa e pretenderne il pagamento. Come si fa a difendersi da un’ accusa falsa?» Dopo un primo consulto con un legale, Masetto sta valutando l’ eventualità di pagare comunque, e finirla lì. «Facciamo due conti: se impugnassi il pagamento dovrei rivolgermi al giudice di pace competente. Che è quello di Napoli. Vale a dire che mi dovrei presentare nel capoluogo campano, almeno per un’ udienza. Se ci andassi in treno mi costerebbe non meno di 90 euro, con biglietto din andata e ritorno, più le varie spese (ad esempio, per due pasti, calcolando di tornare in giornata), più l’ avvocato, che dovrei pagare anche se vinco. A conti fatti forse conviene pagare, anche se non sarebbe giusto». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox