20 Marzo 2002

Multe pazze, nel mirino i ricorsi ai giudici di pace

Multe pazze, nel mirino i ricorsi ai giudici di pace

Il Codacons diffida il Comune: “Sulle contravvenzioni è scritto che si può fare ricorso al giudice entro 60 giorni, come per la prefettura, e invece sono 30“. Del Mese: “Una circolare del Viminale unifica i due tempi“.






ROMA – Una multa da contestare. Le possibilità per il cittadino che vuole fare ricorso sono due: o rivolgersi al giudice di Pace o alla Prefettura. Dietro le notifiche un`avvertenza: la contestazione può essere effettuata entro 60 giorni. Almeno questo è quello che si legge sulle multe inviate a Roma. Ma le cose, denuncia il Codacons, non stanno proprio così. Perché in realtà per fare ricorso al Giudice di pace il tempo a disposizione è di 30 giorni. E così è successo che alcuni cittadini della Capitale, che hanno deciso di percorrere questa strada, si siano visti rifiutare il ricorso perché lo hanno presentato oltre il mese di tempo consentito.

“Il Giudice di Pace – spiega l`associazione dei consumatori – in applicazione della legge 689 dell`81, dichiara l`inammissibilità del ricorso in quanto proposto fuori il termine indicato dalla legge. E a causa di tale errata indicazione, molti cittadini si sono ritrovati nell`impossibilità di far valere i loro diritti“. Da qui una diffida al sindaco di Roma e alla prefettura “affinché adottino tutti i dovuti provvedimenti al fine di porre termine al gravissimo disagio procurato“.

Tutta colpa delle inadempienze del Comune di Roma? Il Prefetto della Capitale, Emilio Del Mese, ha ben altra spiegazione: il presunto mistero sta tutto in una circolare del ministero degli Interni che risale all`aprile del 2000. “Accogliendo una sentenza della Corte di Cassazione – spiega Del Mese – il Viminale aveva emesso una comunicazione che di fatto uniformava i tempi per il ricorso al Giudice di Pace a quelli della Prefettura. E quindi 60 giorni dalla notifica sia in un caso che nell`altro. E` vero tuttavia che ci sono giudici che non applicano quella circolare. Si tratta comunque di casi isolati e che non riguardano soltanto la capitale ma tutta Italia“.

E al cittadino che si è trovato in questa situazione? “Se non sono ancora passati 60 giorni dalla notifica può decidere di rivolgersi direttamente alla Prefettura – spiega Del Mese – altrimenti credo che si possano aprire le possibilità per un ulteriore ricorso“.

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