Multe, già pronti i primi ricorsi
-
fonte:
- Alto Adige
Multe, già pronti i primi ricorsi
Il Ctcu: molte telefonate, faremo alcune cause-pilota al giudice di pace Daloli: organizzazione compatibile con il codice stradale
BOLZANO. Si organizzano a Bolzano i primi ricorsi contro le multe nei parcheggi con strisce blu. E` l`effetto della sentenza della Corte di Cassazione sull`obbligo di affiancare aree gratuite a quelle a pagamento. Ma il Comune si sente al sicuro. Le fasce colorate, è la spiegazione, mettono al riparo l`amministrazione dalle contestazioni dei cittadini contro le multe. La pensano diversamente al Ctcu, il Centro tutela consumatori utenti, che farà partire a breve i primi ricorsi. “Cause pilota per saggiare il terreno“, le definiscono. In città le aree blu sono 1190. L`argomento è comunque caldo. Nelle ultime ore, dopo la sentenza della Cassazione, in Comune, al comando dei vigili, al Ctcu sono arrivate decine di telefonate di cittadini, curiosi di sapere se per caso cambierà qualcosa nelle regole dei parcheggi. Si è mossa anche la giunta, con una certa ansia (prima di essere rassicurata dai tecnici). Ieri mattina il capo ufficio legale del Comune Marco Cappello stava lavorando a una memoria per il sindaco Luigi Spagnolli e l`assessore Klaus Ladinser. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di un avvocato sardo, ha sancito che i Comuni devono predisporre parcheggi con strisce bianche, cioè gratuiti, nelle vicinanze delle aree a pagamento con strisce blu. In caso contrario, vanno annullate le multe per il mancato pagamento dei parcheggi. La regola ribadita dalle sezioni unite civili non vale però sempre. Come prescritto dal codice della strada, i parcheggi gratuiti non sono obbligatori nelle Ztl, nelle aree pedonali e “in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico“. Se centri storici e Ztl sono realtà diffuse ovunque, il terzo punto è quello che potrebbe “assolvere“ Bolzano. Marco Cappello riassume le ragioni del Comune: “La nostra città gode di una situazione particolare. Il provvedimento sulle zono colorate si basa proprio sulla dichiarazione del territorio come zona di particolare rilevanza urbanistica, ai fini di un piano di contenimento del traffico. E` questa la ragione che ci fa pensare che la sentenza della Cassazione non incrinerà in alcun modo l`attuale situazione dei parcheggi“. Walther Andreaus, direttore del Centro tutela consumatori utenti, annuncia che partiranno presto i primi ricorsi contro le multe nelle aree blu. “Ci sono arrivate diverse telefonate e vogliamo testare la risposta dei nostri giudici di pace con alcune cause pilota“. L`azione, sottolinea Andreaus, non intende essere una sconfessione della politica del Comune di contenimento del traffico, “ma la Cassazione ribadisce che i cittadini devono poter godere di aree libere per il parcheggio. Se c`è una città in cui ciò non accade è proprio Bolzano. Un bolzanino, al di fuori del proprio quartiere, non ha alcuna area gratuita“. Paolo Daloli, capo dell`ufficio Mobilità del Comune, esclude che la sentenza della Cassazione possa essere un cavallo di Troia per scardinare tutto il sistema delle zone colorate: “Ne discutemmo in lungo e in largo nel 1993, quando venne varata l`operazione delle zone colorate. Tutta la città divenne area di particolare rilevanza urbanistica, un`operazione che poi ci copiarono in molti“. Ci furono polemiche e malumori ma, stranamente, nessun ricorso. “Bolzano mi sembra inadempiente“, ribatte Maria Teresa Tomada (An), “Basti pensare a via Torino: solo parcheggi blu e nessuna area bianca, non dico per i turisti ma per i residenti del quartiere“. Una situazione analoga a Bolzano la sta vivendo Firenze. Anche qui, oltre alla presenza di una estesa zona blu che copre tutto il centro storico, il piano del traffico ha dichiarato tutto il territorio cittadino come zona di particolare rilevanza urbanistica. Secondo il Codacons, i cittadini che intendono conetstare le multe possono seguire due percorsi: ricorso al prefetto o al Giudice di pace entro 60 giorni dal ricevimento del verbale di contravvenzione.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
