19 Marzo 2002

MULTE: ERRATI I TERMINI PER PRESENTARE I RICORSI AL GIUDICE DI PACE

    Dalle regioni… MULTE: ERRATI I TERMINI PER PRESENTARE I RICORSI AL GIUDICE DI PACE DI ROMA

    SUL RETRO DELLE CONTRAVVENZIONI STRADALI VIENE INDICATO IL TERMINE MASSIMO DI 60 GIORNI, MA IN REALTA? IL RICORSO DEVE ESSERE PRESENTATO ENTRO 30 GIORNI!!
    MIGLIAIA DI CITTADINI, A CAUSA DI TALE ERRORE, SI SONO VISTI RESPINGERE IL RICORSO PRESENTATO IN RITARDO E DEVONO ESSERE RISARCITI
    IL CODACONS DIFFIDA IL SINDACO VELTRONI E LA PREFETTURA DI ROMA



    Quando un cittadino riceve una multa per aver trasgredito alle norme del codice della strada, ha 3 possibilità: può pagare la contravvenzione ammettendo le proprie colpe, può opporsi alla multa ricorrendo al Giudice di pace o alla Prefettura, o infine può decidere di non pagare, con tutte le conseguenze del caso.

    Se decide di far ricorso le strade da percorrere sono due: può ricorrere al Giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica della contravvenzione, oppure alla Prefettura della città di competenza, entro 60 giorni. Tuttavia a Roma si verifica una situazione particolare: sul retro delle multe è indicato il termine massimo di 60 gg sia per il ricorso al Giudice di pace, che per quello alla Prefettura (?L?interessato può proporre ricorso entro il termine di 60 giorni dalla data di notifica al Sig. Prefetto ?in alternativa può proporsi opposizione giurisdizionale al Giudice di pace entro il termine di 60 giorni dalla notificazione?).

    Questa errata informazione porta il cittadino multato a credere di avere 2 mesi di tempo per opporsi, ma in realtà le cose stanno diversamente. Il Giudice di pace, in applicazione della L. 689/81, art.22 comma 1, dichiara l?inammissibilità del ricorso in quanto proposto fuori il termine indicato dalla legge in 30 giorni. A causa di tale errata indicazione, molti cittadini si sono ritrovati nella impossibilità di far valere i propri diritti dinanzi le Autorità Giudiziarie competenti e per cause a loro non imputabili sono stati privati ingiustamente di una tutela giurisdizionale.
    Il CODACONS ritiene che i cittadini che abbiano ricevuto una dichiarazione di inammissibilità da parte dei giudici per i ricorsi in opposizione presentati dopo i trenta giorni indicati dalla legge ma entro i 60 giorni (come previsto sul retro della multa), debbano essere risarciti di tutte le spese sostenute per la presentazione del ricorso e del tempo speso per fare valere il proprio diritto nonché della perdita al diritto alla tutela giudiziaria con tutte le conseguenze economiche che da ciò ne derivano.

    L?associazione presenta inoltre una diffida al Sindaco di Roma Walter Veltroni e alla Prefettura capitolina affinchè adottino tutti i dovuti provvedimenti al fine di porre termine al gravissimo disagio procurato ai cittadini e per rendere chiari i termini di legge previsti per la proposizione dei ricorsi in opposizione alle sanzioni amministrative. Il CODACONS chiede anche di risarcire tutti i cittadini che abbiano incolpevolmente fatto affidamento a quanto indicato sulle sanzioni amministrative relativamente ai termini per la proposizione dei ricorsi in opposizione e che abbiano ricevuto pronunce di inammissibilità per ricorsi presentati dopo i trenta giorni dalla notifica ma entro i 60 giorni .

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