26 Settembre 2019

Multe e pass per i voti «Vergogna per la città Il Comune controlli»

Prima gli alloggi popolari, poi le multe e i pass per la Ztl. In mezzo, ancora una volta la politica con l’ ex assessore Luca Pasqualini e l’ ex consigliere Antonio Finamore finiti nel mirino della Procura. Il nuovo filone nato dall’ indagine madre sulle case popolari usate come strumento di scambio del voto alle elezioni comunali del 2012, alle europee del 2014 ed alle regionali del 2015, disegna uno scenario ben più ampio e organizzato. Pass falsi per disabili creati ad hoc per giustificare l’ accesso alle Ztl in modo che si potessero annullare le multe con tanto di giustificazione; distruzione di verbali con la perdita degli incassi; pass retrodatati; voti raccolti in cambio della cancellazione delle multe e nelle corsie di ospedale bypassando le liste d’ attesa. Con inevitabili ripercussioni anche all’ interno del comando di Polizia municipale: i vigili finiti sotto inchiesta, con ogni probabilità, saranno trasferiti ad altra mansione. Una misura che potrebbe essere adottata presto. «Favori amministrativi in cambio di voti»: così sintetizza il Codacons Lecce. Se le indagini dovessero confermare quanto venuto fuori fino ad ora la città si troverebbe davanti ad una «inaccettabile situazione in cui il privilegio vince sul diritto, l’ abuso del pubblico vince sulla regolarità, trasparenza ed equità dell’ azione amministrativa – dichiarano gli avvocati Cristian Marchello e Piero Mongelli – . Un sistema talmente radicato e profondo nell’ azione amministrativa della macchina del Comune da imporre, ora più che mai, una radicale riforma amministrativa che deve divenire priorità di qualunque sindaco e giunta». Secondo l’ associazione dei consumatori per mettere in campo operazioni di questo tipo «occorre oltre alla connivenza dell’ agente accertatore, anche la completa omissione di controllo e l’ adozione di procedure amministrative che consentono di annullare la sanzione al di fuori dei presupposti previsti per l’ eventuale autotutela da parte dell’ amministrazione». Tutto questo a danno non solo degli altri cittadini multati, ma anche a danno delle casse comunali. «Appare quindi urgentissimo ed essenziale – proseguono Marchello e Mongelli – che il Comune di Lecce adotti e potenzi le proprie procedure di controllo interno della propria macchina burocratica, affinché in futuro si possa evitare» ciò che oggi è emerso dall’ indagine. Il Codacons tuttavia annuncia che seguirà da vicino la vicenda e che, qualora i giudici dovessero confermare le ipotesi di indagini, si costituirà parte civile nel processo. Di danno d’ immagine per l’ intera città di Lecce parla invece Adoc. Danno che si concretizzerebbe nel momento in cui le indagini della Procura dovessero confermare le ipotesi di reato e il coinvolgimento dei sei imputati, tra politici e impiegati della Municipale. «Esprimiamo sconforto per quanto sembrerebbe emergere dalle indagini della Procura – commenta l’ avvocato Alessandro Presicce, presidente di Adoc – e questo non solo per il dover constatare che amministratori pubblici o incaricati di pubblici servizi abbiano un tale disprezzo per le istituzioni e della loro funzione pubblica, ma anche perché molti nostri concittadini siano stati disposti, in fondo per pochi spiccioli, ad entrare in questo perverso rapporto con il potere politico». E se la indagini dovessero confermare quanto emerso in queste ore «la città di Lecce dovrebbe costituirsi parte civile per il danno di immagine che ad essa ne deriverà. È triste constatare che mentre tanti si occupano ogni giorno di riannodare il tessuto sociale e costruire democrazia, ci siano altri che, da posizioni di potere, fanno a pezzi il rapporto istituzioni-cittadini». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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