2 Luglio 2004

MULTE: DIFFIDATO IL CONCESSIONARIO ALLA RISCOSSIONE DEI TRIBUTI DELL’ABRUZZO A NON APPLICARE PIU’ IL FERMO AMMINISTRATIVO

    DOPO LA SENTENZA DEL TAR LAZIO IL CODACONS NOTIFICA UNA DIFFIDA AI SENSI DELLA LEGGE 281/9

    Solo pochi giorni fa il Codacons ha ottenuto una importante sentenza dal Tar del Lazio in materia di fermo amministrativo. Il Tribunale amministrativo, infatti, ha accolto il ricorso del Codacons, sospendendo il provvedimento di fermo poiché "in assenza del prescritto regolamento attuativo, non emerge con ragionevole certezza la fondatezza della pretesa creditoria" e per la "mancata proporzionalità fra l’importo dovuto ed il danno" derivante dal fermo amministrativo. Affinché anche in Abruzzo la decisione del Tar venga applicata dai vari concessionari alla riscossione dei tributi, il Codacons ha presentato oggi una diffida ai sensi delle legge 281/98 alle seguenti esattorie: SOGET (Chieti, Pescara, Teramo), GERIT (L’Aquila), Si legge nell’atto presentato dall’associazione: "il Ministero delle Finanze con C.M. n. 221/1999 ha deliberato la regolarità del fermo amministrativo anche in mancanza del necessario regolamento attuattivo ad hoc, in tal modo violando e falsamente applicando l’art. 86 D.P.R. 602/73; Con ordinanza n. 3402 del 23 giugno 2004 emessa dal TAR Lazio di Roma, sez. II e pubblicata in data 24/06/2004 il Tribunale ha "Ritenuto che sussistono i presupposti per disporre l’accoglimento dell’istanza" e "Considerata la sussistenza di un pregiudizio grave ed irreparabile con riguardo al contribuente che impugna unitamente all’Associazione" "ACCOGLIE LA SUINDICATA DOMANDA INCIDENTALE". Il Codacons ha quindi diffidato l’esattorie dall’adottare ulteriori provvedimenti di fermo amministrativo e comunque tutti gli atti connessi, presupposti, conseguenti e successivi alla procedura di iscrizione allo stesso, nonché a revocare tutti i fermi amministrativi in corso d’esecuzione. In caso di persistente inottemperanza all’ordinanza n. 3402/2004 del TAR del Lazio, l’associazione si vedrà costretta, in ogni caso, ad adire le competenti autorità giudiziarie a tutela e a difesa dei diritti dei consumatori.

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