31 Maggio 2011

Multe da record, Rovigo prima in Italia

Multe da record, Rovigo prima in Italia
 

ROVIGO- Rovigo è la capitale italiana delle multe, con l’ incredibile media di 138,6 accertamenti pro capite. Lo rileva un’ inchiesta del Sole 24 Ore basata sulle analisi della banca dati Aida-Pa di Bureau Van Dijk, che rileva un’ impennata nel 2009 del 51,4 per cento delle contravvenzioni rispetto all’ anno precedente. La media nazionale è di 51,3 e ha registrato una flessione dell’ 8,9 per cento, rispetto al 2008. Un numero quasi triplo rispetto a quello di Treviso che, con 50,8 verbali per cittadino, è seconda nella classifica regionale del Veneto e, con una flessione del 2,7 per cento, ventiquattresima nella graduatoria complessiva dei 109 capoluoghi d’ Italia. Sul terzo gradino del podio va Verona: nella città scaligera, trentunesima assoluta, sono stati staccati 46,08 accertamenti procapite, con un incremento dello 0,8 per cento. Quarta posizione a Venezia che, trentasettesima in graduatoria generale, si attesta a 41,5 accertamenti con un balzo in avanti ben del 27,6 per cento. Per trovare il quinto capoluogo veneto bisogna scendere fino alla cinquantaseiesima piazza con Vicenza, che vanta 27,3 verbali pari a un +4,1 per cento, rispetto all’ anno precedente. Poi c’ è Padova, settantaduesima, con 21,1 accertamenti e un decremento stimato dello 0,7 per cento. Belluno, invece, è la città veneta che ha mostrato meno «accanimento» con un tasso di appena 7,7 pro capite che la colloca al centounesimo posto. Dati che non stupiscono la comandante della Polizia municipale del capoluogo del Polesine, Sabrina Patanella. «Questo numero straordinariamente alto è figlio in particolare dei due autovelox installati lungo la Tangenziale Est – spiega – dopo la loro attivazione c’ è stato un boom di infrazioni registrate che, nel tempo, sono fisiologicamente calate, dato che i guidatori hanno imparato che c’ è un presidio fisso» . Non una semplice volontà di cassa, però, è alla base di questa scelta. «L’ incrocio presidiato da quei rilevatori di velocità era caratterizzato da un tasso di incidentalità particolarmente alto – continua ancora Patanella- la loro presenza è servita a ridurre il rischio di scontri con conseguenze gravi, come accaduto in passato. Proprio per questo, il posizionamento di questi strumenti di controllo viene condiviso con la Prefettura e la Polizia stradale, sulla base di dati oggettivi» . Ora, però, uno dei autovelox incrimanti è spento da alcune settimane, perché non più rispondente ai parametri richiesti dalla legge. «Per questa ragione, infatti, abbiamo provveduto alla chiusura di una parte di quell’ incrocio pericoloso – prosegue la comandante della Polizia municipale – il risultato è che per continuare a garantire sicurezza, si è creata una situazione di disagio per i cittadini che si devono dirigere a Buso. Ma, del resto, o si presidiano le postazioni con controlli o pattuglie, oppure bisogna eliminare quelle svolte potenzialmente pericolose» . Protestano vivacemente, invece, le associazioni dei consumatori. «Ce l’ ho a morte con quell’ autovelox, è micidiale – afferma Chiara Crivellari, presidente del Codacons di Rovigo -, il problema è che non è ben segnalato. C’ è gente che ha ricevuto anche 6-7 contestazioni consecutive. Il fatto è chiaro: gli apparecchi sono stati messi solo per fare cassa. Ma questo non va bene: il Comune deve prevenire gli incidenti, non fregare i cittadini. Già c’ è la crisi e la gente ha problemi, così li complichiamo» .

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