19 Marzo 2011

Multe da azzerare in 12 Comuni abruzzesi

Multe da azzerare in 12 Comuni abruzzesi
 

PESCARA. Spuntano 12 Comuni abruzzesi nell’ elenco degli autovelox taroccati dell’ «operazione 512» della Guardia di finanza di Brescia. Un giro di impianti irregolari che avrebbe prodotto, in diverse regioni italiane, 82mila violazioni del codice della strada illecitamente contestate. Multe e verbali indebitamente recapitati nelle case di tanti italiani, con richieste di sanzioni pari a circa 11,5 milioni di euro. A tenere le fila del traffico di autovelox fuori norma, secondo le prime risultanze dell’ inchiesta, sarebbe un sessantenne di Desenzano del Garda (Brescia) con altre 558 persone, tutte denunciate, tra le quali figurano 367 funzionari pubblici compiacenti, a vario titolo indagati per associazione a delinquere, frode fiscale, falsa fatturazione e bancarotta fraudolenta. Una truffa colossale, portata alla ribalta nazionale anche grazie a un’ incursione delle «Iene». In Abruzzo, tra gli autovelox irregolari compaiono quelli attivati da quattro Comuni aquilani ( Anversa degli Abruzzi , Balsorano , Bugnara e Collarmele ), tre della provincia di Teramo ( Basciano , Colledara e Tossicia ), cinque nel Chietino ( Canosa Sannita , Cupello , San Giovanni Lipioni , Santa Maria Imbaro e Treglio ). L’ inchiesta è il frutto di un lavoro di indagine che si è protratto per cinque anni portando alla luce un sistema capillare e articolato, che complessivamente ha coinvolto mille Comuni italiani, con 146 amministrazioni nelle quali sono state riscontrate anomalie. Primo nell’ elenco degli indagati è Diego Barosi , titolare della «Garda segnale» e di numerose altre società aperte e chiuse, secondo gli inquirenti, per poter catalizzare gli appalti delle amministrazioni con autovelox tarati al rialzo, cioè in modo da truccare la velocità rilevata del 15-17 per cento in più rispetto al reale, cosicché l’ interessato intascava fino al 40%. Un imponente flusso in denaro confluito in un impero immobiliare. Sono 245, secondo le Fiamme gialle, gli immobili (alberghi e villaggi turistici individuati tra Vicenza. Verona e Foggia) riconducibili a Barosi, di cui 51 sono già stati confiscati. Per il Codacons, a fronte di una situazione così straordinaria, è necessario l’ intervento del governo. Tanti consumatori, infatti, non sapendo che le apparecchiature erano truccate, hanno pagato le multe e ora non possono più presentare ricorso né al prefetto né al giudice di pace, sia perché sono passati i 60 giorni dalla notifica sia perché il codice della strada stabilisce che si possa impugnare la multa «qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta». Nel caso, invece, non siano ancora passati 60 giorni dalla notifica della multa, il Codacons invita tutti gli automobilisti multati a presentare ricorso, ma chiede anche un intervento dei prefetti e degli enti da cui dipendono gli organi accertatori, affinché, tramite un provvedimento di autotutela, provvedano a restituire il maltolto ai consumatori. Il Codacons ricorda che, nell’ analogo procedimento penale sui semavelox, sta sperimentando anche la costituzione di parte civile, grazie alla quale, però, non sarà possibile ottenere la restituzione diretta dei punti della patente persi, ma la restituzione, sotto forma di risarcimento, dei soldi necessari per fare il corso di recupero dei punti e di quelli corrisposti per pagare la multa. (cr.re.) © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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