28 Novembre 2006

Multe arretrate, in arrivo la stangata di Natale

Multe arretrate, in arrivo la stangata di Natale

Le sovrattasse di mora fanno lievitare l?importo dovuto fino al 700%. Raffica di esposti del Codacons




Insieme ai pacchi di volantini pubblicitari dei centri commerciali e agli avvisi per la benedizione della casa, i cittadini milanesi stanno ricevendo nella casella della posta anche delle buste con il timbro del comune, dentro le quali ci sono cartelle esattoriali relative a multe del 2002 che intimano il pagamento di cifre incredibili. Per un banale divieto di sosta (35 euro) possono essere richiesti quasi 250 euro. Colpa delle sovrattasse di mora che scattano ogni sei mesi di mancato pagamento.
A Milano in questi giorni stanno arrivando circa 120mila cartelle esattoriali di questo tipo, per un totale di 90 milioni di euro richiesti al cittadino, ben 30 dei quali di sovrattasse. Chi non paga si merita una sanzione dirà qualcuno. Beh, non proprio: nella stragrande maggioranza dei casi i cittadini che si ritrovano il salasso da pagare sostengono di non aver mai ricevuto l?avviso della multa, i giudici di pace hanno dichiarato, e sentenziato, che le sovrattasse sono illegittime, che dalle associazioni dei consumatori sono partiti una raffica di esposti per verificare i «tassi usurai» che lo stato applica ai ritardatari e che gli stessi politici del consiglio comunale (di maggioranza e opposizione) ammettono che qualcosa non funziona.
Andiamo con ordine: i cittadini ignari. Il rischio di non sapere di dover pagare una multa fino a quando non arriva la cartella esattoriale è molto concreto. In pratica basta non essere in casa nel momento in cui il postino viene a consegnare la raccomandata. Se non si dispone di una portineria l?addetto lascia un avviso nella casella posta, ma si tratta di un fogliettino giallo che può essere smarrito facilmente, ma anche finire in mezzo ai chili di posta indesiderata e da lì nel cestino della spazzatura. Una volta che l?avviso è smarrito c?è poco da fare, dopo un po? di anni arriverà la cartella esattoriale che, di solito in tono minaccioso, intimerà di pagare una cifra che solo in minima parte (più o meno il 20%) comprenderà la multa, visto che saranno soprattutto sovrattasse. La legge infatti stabilisce che se non si paga entro 60 giorni, la cifra della sanzione raddoppia, continua a crescere del 10% ogni sei mesi, fino a quando, appunto, non arriva la cartella e si è obbligati a pagare. Al prezzo totale poi bisogna aggiungere anche 11 euro di spese postali. Il Comune ha cinque anni di tempo per informare il cittadino, altrimenti scatta la prescrizione, e solitamente li utilizza tutti con il risultato che la cifra originaria arriva a lievitare fino al 700%. Insomma, denuncia il Codacons, «Più tempo ci mette a notificare, più ci guadagna».
Su queste cifre sempre il Codacons fa rilevare inoltre che si è in presenza di tassi che se applicati da un privato cittadino sarebbero definiti usurai. E, si chiede sempre l?associazione di consumatori «Come mai per qualunque debito a favore del cittadino si applicano al massimo gli interessi legali, mentre lo Stato applica interessi semestrali del 10%?». Su queste basi il Codacons ha presentato una serie di esposti alla Procura della Repubblica di Milano, alla Corte dei Conti, al Ministero dell?Economia, e ovviamente al Comune di Milano. Nelle denunce si fa anche riferimento al fatto che «sono in molti a ricevere queste stangate senza aver mai saputo di aver preso la multa originaria, è possibile che si applichino queste condizioni capestro senza avere la certezza che il cittadino sia stato regolarmente informato? Può essere sufficiente una semplice raccomandata ricevuta di ritorno, considerato come funzionano le Poste Italiane, che non ci sono più portieri, che nessuno è in casa negli orari di consegna, o non sarebbe necessaria una notifica con messo comunale?».
Sulla legittimità di queste stangate anche alcuni ?addetti ai lavori? nutrono più di un dubbio. Vito Dattolico, giudice di pace milanese, ha dichiarato al Corriere che la sovrattassa è illegittima «perché innesca un meccanismo assurdo in cui è il cittadino a dover pagare l?inefficienza del Comune» e che «la maggiorazione di un decimo è sì prevista dalla legge, ma soltanto nel caso di un?ordinanza-ingiunzione, e il verbale della multa non lo è».
Il caso ha sollevato anche molte polemiche politiche che, con sfumature diverse, ha unito tutto il consiglio comunale. Secondo il leghista Massimiliano Orsatti, assessore al Turismo di Milano: «È assurdo che i cittadini si trovino a pagare queste cifre dopo anni che è stata rilevata l?infrazione. La nuova amministrazione si sta battendo per rendere il comune più vicino al cittadino, più amico, ma situazioni come queste allontano le istituzioni, le rendono odiose. Tecnicamente credo sia difficile intervenire, anche perché la questione delle sovrattasse è regolata da una legge dello stato, però è giusto che il sindaco dia un segnale su questa situazione». Dello stesso avviso anche le altre forze politiche a palazzo Marino, le quali, da sinistra a destra, ritengono che sia sbagliato far pagare al cittadino errori, lungaggini e inefficienze della pubblica amministrazione. Purtroppo però di fronte a un?ingiunzione di pagamento, la volontà politica e le dichiarazioni degli amministratori locali valgono poco: l?unica arma in mano al cittadino è il ricorso al Giudice di pace, anche se per quello, al contrario delle multe che possono lievitare tranquille per ben 5 anni, ci sono solo tenta giorni di tempo dal momento della notifica.

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