16 Dicembre 2015

Multe annullate: al Tar centrosinistra e consumatori

Multe annullate: al Tar centrosinistra e consumatori

• Caso notifiche, arriva il primo ricorso al Tar. E a firmarlo saranno le associazioni dei consumatori che questa mattina alle 11 nei locali della libreria Liberrima presenteranno l’ iniziativa, insieme ai consiglieri di centrosinistra a Palazzo Carafa, e spiegheranno perché hanno deciso di impugnare il provvedimento approvato a maggioranza lunedì dal Consiglio comunale. Un provvedimento suggerito dalla Giunta, confezionato seguendo le indicazioni del sindaco Paolo Perrone e del comandante della Municipale e in base al quale saranno annullate tutte le notifiche inviate fino al 31 gennaio scorso. Dal l’ 1 febbraio – infatti – è la tesi difesa dall’ amministrazione, sui verbali è stampata un’ indicazione sulle modalità di pagamento con bonifico delle multe “scontate” del 30%, cioè quelle pagate entro i primi 5 giorni utili. «Indicazioni niente affatto chiare» ha ribattuto la minoranza – e anche qualche consigliere di maggioranza – in Aula lunedì. E, per di più, il chiarimento non è stato stamato né sulle notifiche, né sui verbali M.Mon. di contestazione immediata né, ancora, sul preavviso di pagamento che si trova sotto il cruscotto dell’ auto e che qualsiasi cittadino – e una chiara circolare del ministero – equipara alla multa vera e propria. Il vicepresidente nazionale di Adusbef, Antonio Tanza, lo aveva anticipato all’ indomani dell’ incontro con il sindaco Perrone e con le altre associazioni dei consumatori (Coda cons, Adiconsum, Adoc) e con le banche: «Così com’ è quella delibera è uno schiaffo ai cittadini». Ma il Consiglio ha sposato la linea del sindaco e bocciato la proposta della minoranza, Pd in testa, che suggeriva di annullare in autotutela tutte le notifiche fino al 31 dicembre prossimo. Proposta bocciata, con 10 voti contrari dei consiglieri di centrodestra. «L’ argomento con il quale, in testa il sindaco – spiega oggi il Pd Antonio Rotundo – hanno respinto il nostro emendamento è questo: “Avete ragione, anche noi pensiamo che sia giusto farlo considerato che il cittadino non è stato debitamente informato sulle modalità di pagamento, ma siccome “temiamo” un possibile intervento della Corte dei Conti non lo facciamo. Così nella sala consiliare è apparso lo spettro del “danno erariale” come strumento di pressione e molti consiglieri si sono allineati. Possiamo arrenderci – attacca Rotundo – all’ arroganza di una maggioranza numerica che ha deciso seguendo questa logica assurda di difendere se stessa a danno dei cittadini?». Da qui la decisione di ricorrere al Tar insieme alle associazioni dei consumatori. Ci saranno, oltre ai consiglieri di Pd, Lecce Città Pubblica e Udc, le associazioni Adusbef, Adoc e Codacons, che con il responsabile Piero Mongelli sottolinea come «si stia dando un peso diverso alle circolari del ministero». La stessa accusa formulata in Aula dal forzista Giuseppe Ripa e rimasta, a oggi, ancora senza risposta. P.Anc.

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