Multe ai varchi, il Comune non s?arrende
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fonte:
- Il Messaggero
Multe ai varchi, il Comune non s?arrende
Causi: «La sanzione giusta è 64 e non 32 euro, ricorreremo in Cassazione contro il giudice di pace»
Le multe ai varchi fanno impazzire gli automobilisti romani e il Comune decide di ricorrere in Cassazione per chiarire definitivamente la vicenda.
La sentenza del giudice di pace, che ha stabilito che l`accesso senza permesso nella Ztl va sanzionato con la multa di 32 e non 65 euro, ha provocato una lunga scia di polemiche. E i varchi elettronici, già fonte di aspre controversie nei mesi scorsi, rischiano ulteriore discredito.
«La quota di 65 euro è illegittima e inefficace – ricorda Simone Pacifici, avvocato dello studio legale di Diego Perugini, che ha sostenuto con successo la causa relativa a un pulmino della ditta di Bdf che era entrato nella Ztl il 5 ottobre 2001. Il Comune di Milano si è sempre comportato bene, applicando la sanzione corretta, mentre a Roma non ciò non è avvenuto». Il Campidoglio è pronto a chiarire definitivamente la situazione. «Noi ci muoviamo – sottolinea l`assessore al bilancio Marco Causi – sulla base del codice della strada e delle interpretazioni del ministero dell`Interno: l`ammenda per la circolazione all`interno della zona a traffico limitato è diversa da quella per divieto di accesso. La prima è di 32 euro, la seconda è pari a una somma doppia e quindi è di 65 euro. Il codice parla chiaro e il comandante Zanetti non è il vessatore dei cittadini. Nell`ultimo caso in questione, poi, il ricorrente non aveva nemmeno il permesso, quindi ci sembra quantomeno strano che il giudice abbia deciso su una questione non di sua competenza. Ricorreremo in Cassazione per avere un giudizio definitivo, che faccia giurisprudenza e che sia seguito anche dai giudici di primo grado».
In via di soluzione, secondo l`assessore, il problema delle multe prescritte, notificate dopo i canonici 150 giorni dalla rilevazione, facendo invece valere il giorno dell`accertamento. «In base ai dati che abbiamo – aggiunge Causi – il loro numero è in diminuzione e comunque i nostri avvocati garantiscono la massima correttezza nel comportamento dell`amministrazione. Se ci saranno verdetti diversi, ci adegueremo».
I varchi nei mesi scorsi sono stati al centro di ripetuti confronti anche tra i vigili e la Sta. La polemica era stata alimentata anche da una lettera del 14 maggio 2002, in cui l`allora amministratore delegato della società Roberto Balduini, giustificava uno sbaglio nella contravvenzione, sostenendo che «l`errore non può essere imputato al sistema elettronico, ma alla trascrizione da parte del vigile accertatore». Lo stesso comandante Aldo Zanetti, inoltre, era intervenuto con una lettera, sottolineando come «dovesse essere applicato il comma 13 dell`articolo 7 del codice della strada e non il 14».
La multa quindi, secondo il comando, doveva essere di 65 euro. La sentenza del giudice di pace della III Sezione del Tribunale di Roma, per il momento, non fa giurisprudenza, ma potrebbe costituire un orientamento difficile da eliminare.
«In democrazia, ognuno può ricorrere ai vari organi di giustizia – sottolinea il segretario romano dell`Ospol Gabriele Di Bella, riferendosi a un possibile ricorso alla Cassazione da parte del Campidoglio. – Ho chiesto un incontro al sindaco per risolvere problemi che riguardano la polizia municipale e i cittadini. Dopo tutti gli errori di questi mesi, i responsabili della sicurezza stradale capitolina devono dimettersi».
Sull`argomento interviene anche il Codacons che, oltre ad accogliere con soddisfazione la sentenza del giudice di pace, sottolinea «che ora il Comune di Roma deve restituire 49 milioni e mezzo di euro ai romani, vale a dire la differenza tra i due importi, moltiplicata per il milione e mezzo di contravvenzioni».
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