4 Gennaio 2002

Multe ai varchi, «Così non sono valide»

Polemica sulle sanzioni in arrivo

Multe ai varchi,
consumatori e Ospol:
«Così non sono valide»

Con le multe dei varchi arrivano anche le polemiche. Il sindacato della polizia municipale, Ospol, e l?Adiconsum mettono in dubbio la validità della procedura di verbalizzazione delle infrazioni riscontrate dai 18 occhi elettronici che presidiano la Zona a Traffico Limitato della capitale. Il Codacons, da parte sua, chiede chiarezza soprattutto sulle gestione dei dati computerizzati. E il comandante dei vigili urbani del Centro Storico, Giovanni Catanzaro, assicura che il sistema è stato omologato dal Ministero e adeguatamente testato.
Non è una vicenda da poco. Da quando sono entrati in funzione i varchi elettronici (primo ottobre 2001) sono almeno 600mila, secondo le stime dei vigili urbani, i romani ?pizzicati“ ad entrare nel centro storico senza le necessarie autorizzazioni. Per tutti loro sono già partite le multe da 127 mila lire, anzi da 65,59 euro. Il che vuol dire, calcolatrice alla mano, oltre 76 miliardi in tre mesi.
L?Ospol, però, è scettico sulla procedura per la verbalizzazione delle multe e sull?utilizzo dei vigili. «Ogni giorno ci sono una ventina di vigili, suddivisi in due turni, che raggiungono la sede della Sta di piazzale Ostiense – spiega Mario Epifani, delegato sindacale dell?Ospol – Raggiungono il sesto piano e prendono posto in una sala dove ci sono dei computer. Il personale della Sta gli attiva il programma, loro inseriscono le password, e poi cominciano a visionare le fotografie delle auto le cui targhe non risultano nelle liste bianche della Sta». E ancora: «Si tratta ad infrazioni riferite a giorni precedenti – continua Epifani – ma nessuno di noi ha potuto verificarle in diretta dai monitor della centrale. Insomma siamo dei compilatori non dei verbalizzanti. Mentre la legge prevede il contrario».

Indiscrezioni che stuzzicano non poco i legali dell?Adiconsum (l?associazione di difesa consumatori e ambiente): «E? una partita delicata – dice l?avvocato Massimo Dona – Noi abbiamo già patrocinato i primi casi di ricorso. Sull?utilizzo di questo sistema elettronico esiste un esplicito decreto legislativo. Ma è anche vero che le infrazioni al codice della strada vanno assolutamente accertate da un pubblico ufficiale».

Sulla vicenda interviene anche il Codacons: «E? una questione di trasparenza – insiste il segretario del Lazio, Italo Mannucci -Perchè ai vigili non viene permesso di entrare nella sala operativa? Chi ci garantisce che i dati non siano manipolati?».

Il comandante del I Gruppo, Giovanni Catanzaro, taglia corto: «E? tutto in regola – ribatte – Dal punto di vista normativo il sistema è inattacabile. I vigili del nucleo Sta non sono compilatori ma verbalizzanti. E la privacy degli automobilisti è tutelata perchè si vede solo la targa. Non è un caso che altre città stiano per adottare lo stesso sistema».

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