11 Agosto 2021

Multe ai negozi che non usano il Pos

 

— Claire Bal «Sanzioni amministrative effettive» contro gli esercenti che rifiutino pagamenti con il Pos. Il tema dei pagamenti elettronici ritorna d’attualità grazie alla road map delle riforme legate al Recovery Plan:la «propensione all’evasione» di tutte le imposte (tranne accise e Imu) nel 2024 «deve essere inferiore» del 15% rispetto al 2019, dice il governo,e fra le iniziative per contrastare l’evasione c’è anche questa. In teoria, tutti coloro che vendono beni, servizi e prestazioni, quindi commercianti, ristoratori, artigiani, liberi professionisti, sono obbligati ad avere il Pos già a partire dal 2014, grazie al decreto legge numero 179/2012 del governo Monti. L’assenza di sanzioni per chi non si adegua ha indotto alcuni ad ignorare la normativa. «Da sempre abbiamo sostenuto come le norme fossero del tutto inutili perché mancavano sanzioni nei confronti di chi rifiutava pagamenti con carte o bancomat», dice il Codacons, che parla di «una situazione paradossale in cui ancora oggi numerosi negozianti in tutta Italia, pur possedendo il Pos, impediscono ai clienti di pagare con moneta elettronica, consapevoli che non andranno incontro ad alcuna multa». L’Unione nazionale dei consumatori guarda con incredulità al nuovo annuncio. «Non ci crediamo finchè non lo vediamo,o meglio fino a che non diventerà legge dello Stato con tanto di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale» dice il presidente Massimiliano Dona. «Già in passato abbiamo assistito ad annunci poi rivelatesi solo fake news. Il massimo è stato con il Governo Conte II, che nel dl fisco, il decreto collegato alla manovra 2020, aveva introdotto sanzioni pari a 30 euro, più il 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutato il pagamento elettronico. Peccato che poi, dopo le solite proteste dei commercianti e degli esercenti, in fase di conversione del decreto, le sanzioni magicamente sparirono» prosegue Dona. Ora, dopo che il decreto-legge 30 giugno 2021, n. 99 ha alzato il credito d’imposta dal 30 al 100% per le commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte, «le scuse stanno a zero! Che sia la volta buona?», dice Dona. Commercianti, esercenti e artigiani, però, non si dicono critici verso l’obbligo di accettare pagamentoelettronico. «È una vecchia questione che non si è mai risolta», dice Bruno Panieri, direttore politiche economiche di Confartigianato. «La maggior parte dei nostri operatori fa già pagamenti tracciabili, che siano con il Pos o con i bonifici. Non abbiamo una posizione critica, però vorremmo chiarezza, il problema è se rimane un’aerea di incertezza». «Gli stessi commercianti soni favorevoli adagevolare i pagamenti elettronici per evitare il problema delle banconote false e delle rapine», dice Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti, «ma prima di tutto bisogna lavorare sulla connessione, perché non ovunque c’è una copertura adeguata, è capitato a tutti di dover fare la transazione più volte perché la linea è scarsa. E poi è importantissimo affrontare la questione delle commissioni». Sui costi si sofferma anche il direttore Fipe Confcommercio, Roberto Calugi. «Pensiamo che il pagamento elettroncio sia uno strumento minimo di marketing, non si può non avere il Pos nel 2021. C’è un problema di commissioni e di Pos, che hanno dei costi eccessivi rispetto al servizio reale che offrono. Secondo noi se si vuole incentivare la moneta elettronica bisogna incentivarla abbassando i costi legati agli strumenti». Dietro la ritrosia a usare il Pos «non c’è il nero, ma i costi che sono associati». Un problema soprattutto per le piccole cifre. «Si immagini se tutti volessero pagare il caffè con la carta. Sotto certe cifre si paga un fisso, quasi quasi conviene offrirlo»

 

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