22 Luglio 2016

Multato il sito di incontri che “incastrava” i clienti in abbonamenti da 500 euro

Multato il sito di incontri che “incastrava” i clienti in abbonamenti da 500 euro
l’
antitrust pizzica “edates”, di proprietà tedesca: una volta partita la
sottoscrizione gratuita i clienti sono incanalati verso un abbonamento
“premium” dal quale è difficile uscire. da c-date.it e meetic.it
ottenuti impegni a migliorare la distinzione tra servizi gratis e a
pagamento e a chiarificare il diritto di recesso

MILANO – Un sito d’ incontri che offre una prova gratuita ma poi di fatto imbriglia i clienti in un abbonamento “premium” di sei mesi al costo di 19 euro a settimana, per un totale di circa 500 euro. E’ questa una delle pratiche che l’ Antitrust ha sanzionato con una multa complessiva di 350mila euro staccata nei confronti di “Edates”, un sito di contatti personali per favorire incontri fra adulti, della tedesca “Be Beauty GmbH”. L’ istruttoria, spiega una nota dell’ Antitrust, era stata aperta in seguito a numerose segnalazioni degli utenti e delle associazioni Codacons e “Nero su Bianco” per violazioni del Codice del Consumo. In altri due casi, l’ Autorità ha accettato e reso obbligatori gli impegni della società Interdate per “C-date.it” e di Meetic per “Meetic.it”, rispettivamente in ordine alle condizioni di iscrizione al sito, al rinnovo automatico dell’ iscrizione e alle difficoltà di recesso, in modo da garantire così una maggiore trasparenza e chiarezza informativa. Gli sceriffi del mercato dettagliano di aver accertato “l’ ingannevolezza delle informazioni relative alle caratteristiche del servizio pubblicizzato, risultando che a seguito della registrazione gratuita al sito, o della scelta dell’ abbonamento di prova per due settimane offerto a 4,90 euro, i consumatori si sarebbero trovati vincolati in modo inconsapevole a un abbonamento premium della durata di sei mesi al costo di 19 euro a settimana (per un totale di 76 euro al mese e, quindi, un esborso complessivo pari a circa 500 euro)”. Erano inoltre ben nascoste le informazioni necessarie a far scattare il diritto di recesso, o per chiedere la risoluzione del contratto. “L’ aggressività della pratica è stata anche rinvenuta nel fatto che l’ operatore ha inoltrato agli utenti ripetuti solleciti di pagamento, molto spesso avvertendo che altrimenti si sarebbe avvalso di società di recupero crediti. In molti casi, infine, il gestore del sito ha effettuato prelievi direttamente dalla carta di credito fornita dai consumatori all’ atto dell’ iscrizione”. Quanto agli altri due siti, la società che gestisce “C-date.it” s’ è impegnata a precisare al momento dell’ accesso alla piattaforma quali servizi sono disponibili gratuitamente e quali a pagamento, rendendo più chiare agli utenti tutte le altre condizioni. Mentre “Meetic.it” s’ è impegnato in particolare a eliminare le difficoltà di recesso. Per entrambi, l’ Antitrust ha ritenuto le misure idonee a “sanare i possibili profili di illegittimità della pratica commerciale” contestati nel provvedimento di avvio dell’ istruttoria.
 

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