5 Dicembre 2001

Multato a tre anni per la pipì nel parco

Multato a tre anni per la pipì nel parco

Il giudice annulla

MILANO ? Lo ricorderanno tutti, perché le idiozie sono facili da tenere a mente. Nel maggio scorso, un bimbo di tre anni venne multato da un vigile urbano per aver fatto pipì in un`aiuola di piazza Piemonte. La madre, vedendo che il piccolo non riusciva proprio a trattenersi, lo aveva «liberato» nei giardinetti. La multa fu di 50mila lire, con annesso rimprovero alla mamma.

Com`era ragionevole, il giudice di pace ha accolto il ricordo del Codacons, che a suo tempo decise di rappresentare la madre in tribunale, stabilendo l`«insopprimibilità dell`istinto del bimbo a fare la pipì». Una decisione, quella del giudice di pace Valeria Panepinto, accolta con soddisfazione di tutti. O quasi. Già, perché al termine dell`udienza, il Comune di Milano ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione, giacché ritiene che la sentenza abbia violato i principii di legge. Incredibile, ma vero. Questo puntiglioso annuncio non proviene dall`amministrazione di un piccolo centro famoso per il lindore di strade e giardini, ma da quella di una città che si vede continuamente rimproverare lo stato indecente di marciapiedi, parchi e ogni altro spazio pubblico.

A Milano non sono certo i bambini a ridurre tanti angoli a latrina, eppure non risulta che i solerti vigili urbani abbiano mai fermato le schiere di adulti che orinano in ogni dove, di notte e di giorno, di nascosto e in piena vista, in centro come in periferia, dietro gli alberi come contro i muri delle abitazioni.

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