15 Giugno 2013

Multa dell’ Antitrust “Un cartello dietro il caro-traghetti”

Multa dell’ Antitrust “Un cartello dietro il caro-traghetti”

Gnv ha già annunciato il ricorso, Moby (foto) lo presenterà probabilmente lunedì L’ aspetto più interessante è al secondo punto della sentenza: «Moby, Snav, Grandi Navi Veloci e Marinvest si astengano in futuro dal porre in essere comportamenti analoghi a quelli oggetto dell’ infrazione accertata». Detto in altri termini, il messaggio dell’ Antitrust suona più o meno così: gli armatori abbassino subito i prezzi dei biglietti. Multe milionarie a parte, se l’ ordine del garante sarà rispettato resta ancora qualche possibilità per salvare la stagione turistica. Il tempo delle prenotazioni è già passato, ma gli amanti del last minute potranno scegliere il mare della Sardegna senza spendere cifre da capogiro solo per la traversata. Nel frattempo, la Regione incassa un primo risultato importante: l’ Autorità per la concorrenza ha stabilito che nel 2011 gli armatori hanno creato un cartello per aumentare le tariffe e ha fatto scattare nei loro confronti sanzioni per più di 8 milioni di euro. «La decisione dell’ Antitrust – esulta il governatore Ugo Cappellacci – è una clamorosa vittoria che squarcia il velo di omertà con cui qualcuno avrebbe voluto che fossero celate le giuste rivendicazioni dei sardi». L’ accordo tra le compagnie, secondo l’ Antitrust, ha provocato «un’ alterazione delle dinamiche competitive nel mercato del trasporto passeggeri sulle rotte Civitavecchia-Olbia, Genova-Olbia e GenovaPorto Torres. Il significativo aumento dei prezzi dei biglietti – aggiunge il garante – risulta essere il frutto di un’ intesa, nella forma di una pratica concordata che non trova giustificazioni alternative». Nelle 59 pagine della relazione, il presidente dell’ Authority Giovanni Pitruzzella, passa al microscopio l’ andamento dei prezzi e analizza il rapporto tra le tariffe praticate dalle compagnie e l’ aumento delle spese per il carburante. Gli armatori si giustificano proprio con il costo del bunker ma la teoria è smontata punto per punto: il prezzo del combustibile, secondo l’ Antitrust, è salito del 39 per cento ma i biglietti per l’ isola sono stati gonfiati del 65. A rafforzare le certezze del Garante c’ è un documento prezioso finito nel fascicolo: un piano industriale di Tirrenia per il periodo 2011-2018 che prevedeva il «recupero di consistenti quote di mercato grazie a una minore concorrenza sulle tariffe praticata dai principali concorrenti che erano proprio gli acquirenti riuniti nell’ impresa comune Cin». Tradotto: gli armatori che hanno formato la Cin per acquisire la Tirrenia si sono accordati in anticipo per ridurre le perdite dell’ ex compagnia di Stato ma a spese dei viaggiatori, annullando la concorrenza tra loro e aumentando i prezzi. «Ora deve essere risarcito il danno subito dall’ industria delle vacanze – sostiene l’ assessore al Turismo, Luigi Crisponi – Non dimentichiamo che negli ultimi due anni dalle navi sono sbarcati due milioni di passeggeri in meno». Le sanzioni stabilite dall’ Antitrust variano a seconda della gravità del comportamento degli armatori. Quella di Moby, condannata a pagare quasi 5 milioni e mezzo di euro, è la posizione più grave. A Grandi navi veloci, invece, è stata inflitta una sanzione da 2 milioni e 300 mila euro, mentre la Snav (inserita solo temporaneamente nel “cartello”) dovrà versare poco più di 200 mila euro. Una multa da 42 mila euro, infine, è scatta per Marinvest, una holding di imprese che controlla Msc Crociere e Snav. Intanto Grandi Navi Veloci ha già annunciato che farà ricorso al Tar ed eventualmente al Consiglio di Stato. Mentre Moby ha deciso di convocare una conferenza stampa lunedì dove probabilmente annuncerà ricorso. Per le compagnie, comunque, i guai rischiano di non finire qui. Le migliaia di viaggiatori che sono saliti sul traghetto per raggiungere la Sardegna ora potrebbero chiedere il risarcimento. L’ ipotesi di una class action non è da escludere, anche perché sul ricorso all’ Antitrust oltre alla firma del presidente della Regione c’ era quella del Codacons. Nel mirino c’ è poi Tirrenia (esclusa dall’ Antitrust dal cartello degli armatori) che ha deciso di aumentare i prezzi proprio dal 1 giugno. Ieri l’ ad Ettore Morace ha detto che non si potranno fare sconti e il blocco dei porti è la risposta dei camionisti sardi. Nel 2011 i biglietti per l’ isola sarebbero stati gonfiati del 65%

nicola pinna cagliari

 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox