Mucca pazza,154 milioni di euro per uscire dalla crisi
-
fonte:
- Il Mattino
LA RICETTA DI ALEMANNO
Una storia stregata. C?è un virus che mette ko buoi, mucche e vitelli e ne contamina la carne. E c?è un mercato in tilt dove i consumatori sono in preda al panico. Gli allevatori e i commercianti alle corde. Che sia l?anatema dei bovini? Scovare una soluzione che metta al sicuro chi alla carne proprio non vuol rinunciare è l?esercizio del momento. Giorni fa il ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno ha proposto un ticket, un aumento di 5 centesimi al chilo, circa 100 lire, sul prezzo finale. Ed è subito polemica. Anche se, come rivela un?indagine della Swg, il 58% degli italiani è disposto a metter mano al portafogli in cambio di una fettina supersicura. Ma poi il ministro della Salute, Girolamo Sirchia ha chiarito: «Nè io nè il Governo abbiamo mai proposto o deciso di applicare tasse addizionali sulla carne».
Intanto ieri le associazioni dei consumatori e le organizzazioni di settore hanno incontrato Alemanno. Risultato: un piano in cinque punti. E qualche calcolo: per uscire dal tunnel della mucca pazza servono 154 milioni di euro, 300 miliardi di lire. Per ora ne sono disponibili solo 100. Il numero uno del dicastero verde ha annunciato che saranno chiesti più fondi allo Stato per distruggere tutto il materiale a rischio. Poi ha aggiunto: «Dal 2003 partirà un prelievo di natura parafiscale che – ha spiegato – non sarà una tassa ma solo una misura per fronteggiare l?emergenza e garantire la qualità di ciò che si ha nel piatto». Insomma l?impegno è che questi costi aggiuntivi restino confinati all?interno della filiera e non gravino sulle tasche dei cittadini. Nella ricetta del ministro c?è anche un tavolo speciale al quale siedono consumatori e produttori e la promessa di attivare l?Anagrafe bovina entro il primo giugno 2002. E poi tanti controlli e sanzioni per le irregolarità.
Tra le fila dei consumatori il Codacons propone il carcere per chi vende e usa farine animali e insieme all?Adusbef invita i cittadini a non comprare carne per tre giorni. Una inziativa che il ministro Alemanno ha definito «Un sabotaggio al dialogo aperto con le organizzazioni». Per la Confagricoltura che ieri ha presentato il suo bollino per la tracciabilità degli alimenti e in particolare della carne «Resta il nodo dei fondi da destinare agli allevatori che hanno subito i danni dalla Bse: sono insufficienti». La Coldiretti, invece, insiste sul rafforzamento del rapporto di trasparenza tra imprese e consumatori. Mentre la Cia ribadisce che la sicurezza è l?elemento fondamentale e che le attuali misure europee e nazionali offrono certezze sui consumi. A proposito: i controlli continuano. Ieri a Benevento sono stati sequestrati 5 quintali di carne macellata clandestinamente.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ALIMENTAZIONE
-
Tags: Adusbef, carcere, carne, cia, Coldiretti, confagricoltura, farine, Gianni Alemanno, Sirchia, ticket
