8 Febbraio 2002

Mucca pazza, ritorna la psicosi


Il ministro della Salute Sirchia istituisce una task force di esperti.

Boncinelli perplesso sulla sua effettiva utilità


Mucca pazza, ritorna la psicosi


Santarossa: carne sicura in regione. Consumi nella normalità a Trieste


ROMA – Torna la psicosi da Mucca pazza. E, oltre ai timori, più o meno fondati, dilaga anche la polemica. Il Codacons infatti ha invitato ieri a evitare la carne rossa: secondo l`associazione dei consumatori, la carne non può essere sicura perchè girano le farine animali ed esiste ancora la macellazione clandestina. Dichiarazioni «irresponsabili e infondate», delle quali verranno valutate eventuali implicazioni penali, ha immediatamente replicato il ministro delle Politiche agricole Alemanno. La fitta rete di controlli e le misure adottate per fronteggiare l`emergenza Bse rendono sicura la carne italiana, afferma Alemanno.
«Il pericolo di altri casi non si può escludere – spiega Alemanno -, il morbo può essere stato contratto anche 10 anni fa e manifestarsi oggi». Ma è «fuori luogo parlare di epidemia della variante di Creutzfeld-Jakob: sono solo singoli casi e sempre riferiti al passato», gli fa eco il ministro della Salute Sirchia, che intanto annuncia la creazione di una task force anti-Bse, ovvero una commissione tecnica per approfondire gli aspetti epidemiologici, clinici e preventivi delle encefalopatie spongiformi umane. Sull?effettiva efficacia della task force esprime la propria perplessità il genetista Edoardo Boncinelli, direttore della Sissa di Trieste, mentre l?assessore regionale alla Sanità del Friuli Venezia Giulia Valter Santarossa assicura che in regione i controlli funzionano perfettamente. A Trieste e a Gorizia per il momento, non si notano flessioni nel consumo di carne, mentre un po? più guardinga è Monfalcone, dove è ancora percepito l?eco dei bovini trovati «non negativi» negli allevamenti di Bagnaria Arsa, Bicinicco e San Canzian d?Isonzo

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