2 Marzo 2001

Mucca pazza, quinto caso

Mucca pazza, quinto caso

Cresce l’allarme afta, controlli sui viaggiatori inglesi Il Tar respinge il ricorso degli allevatori della Malpensata: tutti i bovini saranno abbattuti

ROMA – Confermato ieri il quinto caso di Mucca pazza italiano, il primo nell’Italia del sud. Le analisi più approfondite dell’Istituto zoopofilattico di Torino hanno riscontrato quanto era già emerso con il primo test rapido antiprione alcuni giorni fa, e cioè che la mucca da latte di sette anni dell’allevamento pugliese di Castellaneta era ammalata del morbo dell’encefalopatia spongiforme bovina (Bse). Le sue compagne di stalle sono sotto sequestro, in attesa di decidere sul loro abbattimento.
Mentre abbattuti al più presto saranno i bovini della Malpensata, la cascina di Pontevico in provincia di Brescia dove fu individuata la prima mucca pazza. Il Tar del Lazio infatti ha respinto il ricorso degli allevatori, la famiglia Greci che si erano opposti alla decisione di Regione Lombardia e governo. Non arresi tuttavia, a Pontevico già annunciano un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato per bloccare l’esecutività del provvedimento. Sempre il Tribunale amministrativo ha detto no al ricorso del Codacons per il ripristino del blocco dell’importazione di carni francesi.
Ma in tutta Europa è allarme rosso sulla sicurezza alimentare. Oltre alla Mucca pazza, cresce la preoccupazione per l’afta epizootica anche al di fuori dell’Inghilterra dove sono stati individuati i focolai. Ieri inoltre, l’epidemia è stata riscontrata in Scozia. L’allerta è tale che per contenere il contagio, l’Irlanda ha sospeso tutte le partite di calcio e di rugby previste per il fine settimana. Ha inoltre disposto che i viaggiatori provenienti dalla Gran Bretagna consegnino le cibarie e si bagnino le scarpe in una soluzione disinfettante prima di essere ammessi sul suolo nazionale. Ha spiegato un portavoce della Irish Football Association che le autorità sanitarie e veterinarie hanno indicato come «altissimi i rischi di trasmissione dell’afta epizootica allo stadio dove molti tifosi arrivano dalle campagne».
Contromisure sull’afta stanno del resto per essere prese da tutti i paesi europei. La Francia ha disposto da ieri la disinfezione dei veicoli che arrivano dalla Gran Bretagna attraverso l’eurotunnel. La Germania ha già abbattuto 1.800 ovini nel Land del Nord RenoVestfalia. Lo zoo di Anversa in Belgio ha bloccato il previsto scambio di felini con lo zoo di Londra per timore di contribuire a importare il virus nel paese. Unici “benefici” sono arrivati alla Norvegia dove esplode la domanda di salmone. Sempre più preoccupati, i consumatori europei chiedono meno carne e più salmone il cui export è aumentato del 18%.
Il ministero della Sanità italiano intanto rassicura i consumatori sui controlli capillari, ricordando che in Italia le analisi anti prione fatte sono giunte a quota 34.520. E ieri i Nas hanno sequestrato e intercettato in un mattatoio privato in Calabria quattro bovini “ringiovaniti” con documenti falsi per evitare il test della Bse. Anche in Campania, la Guardia di Finanza di Avellino ha sequestrato 32 bovini con documentazione irregolare. Sempre in Campania è scattato ieri l’Sos dei macellai per la sospensione della raccolta degli scarti di ossa e grasso puliti. Il ministro dell’Agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio annuncia «importanti iniziative a sostegno del test anti Bse da realizzare dal vivo sui bovini».
Di Mucca pazza infine si è occupata anche la Banca centrale europea. «La Mucca pazza non avrà un effetto magnitudo come il rialzo del prezzo petrolifero. Non ci sarà nessun choc economico che comporti interventi», ha detto il presidente della Bce, Wim Duisenberg. Intanto la Ue ha rinviato alla prossima settimana la decisione sugli interventi speciali anti Mucca pazza.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox