17 Febbraio 2002

Mucca pazza: Maxioperazione anti-Bse

Mucca pazza / Maxioperazione anti-Bse dei carabinieri: sequestrate più di due tonnellate di carne sospetta

Tre laboratori clandestini a Catania

CATANIA ? Carne sospetta e notizie da impazzire. Mangiare carne sana sembra essere diventato un terno al lotto e ad aumentare i dubbi arriva anche l`ultima notizia: sessanta capi bovini, già macellati, di varie razze, privi della prescritta documentazione, sono stati sequestrati, così come altri nove bovini vivi. E con i tempi che corrono non è roba da poco. Il sospetto è che al cinquanta per cento possa essere carne sana e al cinquanta per cento che possa essere carne infetta da Bse: la qualcosa non può lasciare tranquillo nessuno. Certo è che quella carne sarebbe finita sui banconi delle macellerie e quindi sulle tavole delle case, se non fossero intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Catania che hanno effettuato un controllo a tappeto. Duecento carabinieri hanno fatto scattare l`operazione predisposta dal comando gruppo di Catania, con la partecipazione dei carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e di personale specializzato dell`Asl, che si è sviluppata in ben cinquanta comuni, praticamente in quasi tutta la provincia di Catania effettuando complessivamente qualcosa come cinquecento verifiche. Sono stati passati al setaccio dieci macelli, ispezionati 45 allevamenti, controllati 22 depositi di carne ed operate ispezioni accurate in 185 macellerie. I militari dell`Arma hanno accertato 31 violazioni amministrative ed hanno scoperto tre laboratori clandestini di lavorazione, procedendo al sequestro di due tonnellate di carne priva della certificazione sanitaria. E così come era accaduto qualche anno addietro, nel cuore dell`antico e popolare quartiere di San Cristoforo, i carabinieri hanno scoperto i tre laboratori clandestini di carne. San Cristoforo ha rappresentato per anni il «motore» della mafia catanese. Qui ha prosperato e vissuto Nitto Santapaola e qui si registra un`alta densità mafiosa. Qui la mafia controlla tutto e tutti e, partendo da questa logica, si può dedurre che anche dietro il business della carne macellata clandestina possa esserci la mafia. Ma di certezze probatorie non ne esistono. I carabinieri di Catania stanno vagliando anche questa possibilità, ma al momento non si sbilanciano più di tanto, se non per ricordare l`equazione: affari illeciti=mafia. Clandestini i laboratori di trasformazione e conservazione della carne, clandestina la carne, ovvero senza provenienza e senza controllo (il più delle volte si tratta di animali provento di abigeato). Intanto l`assessore regionale alla Sanità Ettore Cittadini ha deciso di convocare (domani alle 11), tutti i responsabili dei settori veterinari delle Asl siciliane, per fare il punto sull`emergenza «mucca pazza». La riunione ha l`obiettivo di far luce sulla situazione nelle singole zone dell`Isola, per individuare «eventuali punti di crisi e trovare immediatamente la soluzione». E da Siracusa giunge una singolare proposta da parte dell`Asves (Associazione dei veterinari siciliani): stipulare convenzioni con veterinari liberi professionisti per aumentare i controlli contro il morbo della mucca pazza e altre patologie che colpiscono bovini e ovini. La proposta è stata presentata all`assessorato regionale alla Sanità e all`Ispettorato veterinario. Il progetto prevede la stipula di trecento convenzioni in tutta la Sicilia con veterinari, che affiancherebbero quelli del servizio pubblico. Secondo il presidente dell`Aves, Nazareno Naso, al di là dell`emergenza mucca pazza, le aziende zootecniche devono affrontare altre patologie come la tubercolosi, la leucosi, la lingua blu e la brucellosi. Di quest`ultima malattia, per esempio, vengono segnalati un migliaio di casi all`anno, ma la reale incidenza sarebbe tripla. Il Codacons canta vittoria dopo l`operazione dei carabinieri: le nostre denunce hanno fatto avviare una serie di indagini a tutto campo. L`avv. Nello Pogliese, penalista del Codacons, afferma che purtroppo nel fenomeno della ?mucca pazza? occorre fare i conti in ogni caso con la mafia, la camorra ed altre simili organizzazioni delinquenziali, che nelle regioni del Sud la fanno da padrone. Peraltro, era cosa ipocrita, o forse ingenua pensare che la mafia non ponbesse le mani sullo sporco affare della macellazione, vendita, diffusione delle carni, cosa di per sé frutta diversi miliardi l`anno». Interviene anche Eleonora Lo Curto, deputato regionale di Marsala ed esponente di «Nuova Sicilia», la quale si complimenta con le forze dell`ordine per l`operazione anti-Bsse e ribadisce il suo allarme per lo stato di crisi della zootecnia in Sicilia che investe centomila allevatori in Sicilia, tremila nella sola provincia di Trapani. Proprio sulla questione, la parlamentare di «Nuova Sicilia» aveva inviato nei giorni scorsi una lettera aperta al presidente della Regione, Totò Cuffaro, e all`assessore all`Agricoltura, Giuseppe Castiglione.

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