21 Luglio 2010

MUCCA PAZZA: LIVORNESE IN FIN DI VITA, SECONDO CASO

    IL CODACONS: LE AUTORITA’ SANITARIE ITALIANE NON ABBASSINO LA GUARDIA  
     
    VERIFICARE COME, DOVE E QUANDO E’ STATA CONTRATTA LA MALATTIA

     
    Il secondo caso di contagio umano da morbo di Creutzfeldt-Jakob dimostra come il Codacons avesse ragione nel chiedere lo scorso anno ancora massimo rigore nei controlli in Italia e in Europa.
    “Il caso evidenzia come il livello di attenzione sul fenomeno della mucca pazza debba essere ancora elevato – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – le autorità sanitarie europee ma soprattutto quelle italiane non devono abbassare la guardia, effettuando controlli stringenti sulle partite di carne che entrano nel nostro paese”.
    “La priorità ora è capire dove, come e quando la donna abbia contratto la malattia, accertando dove abbia comprato carne negli ultimi anni ed eventuali viaggi compiuti all’estero – prosegue Rienzi – Per rassicurare gli italiani, chiediamo al Ministero della salute di rendere pubblici i dati su controlli e sequestri di carne sospetta connessi al morbo della mucca pazza effettuati negli ultimi 2 anni in Italia”
     

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