10 Febbraio 2002

Mucca pazza, largo coro di no ai ticket sui controlli

Produttori e consumatori insorgono: «Invece di introdurre una nuova tassa, meglio inasprire le sanzioni a quanti sfuggono ai controlli»

Mucca pazza, largo coro di no ai ticket sui controlli

E Alemanno aggiusta il tiro: nessun provvedimento senza il consenso delle parti in causa



ROMA – Accolto da un coro di fischi e di critiche, il ministro Gianni Alemanno fa marcia indietro sull?introduzione di una tassa sulla bistecca per fronteggiare la crisi della Mucca pazza. «Non vi è alcuna intenzione di imporre dall?alto provvedimenti che non incontrino il consenso delle categorie produttive e dei consumatori», ha dichiarato ieri il ministro per le politiche agricole durante una visita al Cairo. «Tuttavia faccio notare che molti di coloro che sono intervenuti sulla mia proposta non ne hanno compreso l?esatto significato», ha aggiunto Alemanno, annunciando la convocazione al ministero, per mercoledì prossimo, dei rappresentanti della filiera produttiva della carne. In quella sede saranno discussi – è stato assicurato – gli emendamenti che il Consiglio dei ministri potrà presentare al decreto anti-Bse.
Ma l?introduzione di una speciale aliquota sul prezzo finale della carne, ha spiegato Alemanno, non deve essere interpretata come una tassa per garantire la sicurezza del prodotto, «un diritto dei cittadini garantito dal bilancio generale dello Stato». Piuttosto va vista come un prelievo che può essere destinato a rendere definitive misure e interventi oggi affidati al commissario straordinario di governo. Il ministro cita, ad esempio, la distruzione dei tessuti animali a rischio (problema per la cui soluzione preme con forza l?Assocarni) affidata oggi a 18 cementifici sparsi per la pensiola. E aggiunge: «Ecco allora che la misura straordinaria potrebbe servire a dotare ogni macello di un impianto per la termodistruzione».
La posizione dei produttori e dei consumatori, però, sembra già netta e compatta. Si paga già troppo per non avere certezze e di gabelle e balzelli sulla fettina non se ne parla nemmeno. «Invece di un ticket sulla carne sarebbe meglio inasprire le sanzioni per tutti coloro che sfuggono ai controlli», dichiara il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti che raggruppa 13 associazioni.
«Sarebbe una nuova tassa sul macinato che i consumatori non intendono nemmeno prendere il considerazione. Non si possono chiedere ulteriori risorse per ampliare la burocrazia», fa eco l?Audiconsum sottolineando che «per fare maggiori controlli sulla filiera esistono già tutte le strutture mentre il problema è la mancanza di volontà». Al coro di no sulla «beef tax» si aggiunge anche il Codacons che insiste sul problema, ancora attuale, della contaminazione delle farine animali e chiede alla Procura della repubblica di Torino di indagare sull?operato dello stesso ministro Alemanno.

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