10 Febbraio 2002

Mucca pazza, la rivolta dei consumatori



No alla tassa sulla carne

Mucca pazza, la rivolta dei consumatori. Alemanno: sentirò tutti

ROMA – No, il ticket per mucca pazza proprio non piace alle associazioni dei consumatori. Un coro di no, un`asserzione congiunta sulla sicurezza alimentare, e un invito ad Alemanno a ritrattare. Una risposta incoraggiante è arrivata dal Cairo, dove era ieri il ministro delle politiche agricole e forestali: «Non vi è nessuna intenzione di imporre dall?alto provvedimenti che non trovino il consenso delle categorie produttive e dei consumatori», ha detto, ma ha precisato anche che la sua proposta non è stata capita e invita tutte le associazioni della categoria per mercoledì al ministero per «definire in termini chiari il contenuto degli emendamenti da portare in consiglio dei ministri sul decreto anti-bse».
«Tra due settimane – aggiunge il ministro – sapremo se l?aliquota verrà adottata. Tra mercoledì e giovedì ci sarà un confronto tra le associazioni, i rappresentanti della filiera da una parte, le associazioni dei consumatori dall?altra. Poi, venerdì, il consiglio dei ministri».
Lo scopo di Alemanno è quello di spiegare anche ai più ostici il valore della sua proposta: «Credo nella concertazione – dice -, ogni intervento merita una verifica. Ma non ci sono solo proteste su quello che è stato definito un ticket sulla carne: i consensi sono arrivati dalla filiera, e anche la Confagricoltura non ha scartato l?ipotesi».
Ma il ticket sulla carne, quei cinque centesimi di euro che graveranno su ogni chilo di carne per garantirne la sicurezza sulla bse, dicono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori in un comunicato a più mani, non è la strada da seguire. Un po? per «difendere il potere d?acquisto dei consumatori», ma soprattutto per ribadire un principio fondamentale: in un paese civile la questione della sicurezza alimentare, dell?integrità della persona, è un diritto che deve essere difeso dalla collettività e da chi ha responsabilità di governo, con determinazione e rigore, e senza estemporanee tassazioni di settore».
«La questione non è la sicurezza – risponde il ministro – che è un diritto dei cittadini e deve essere garantito dalla fiscalità generale dello Stato. L?introduzione dell?aliquota dovrà servire per trovare ulteriori stanziamenti per interventi strutturali necessari a tutta la filiera, visto che dal 30 aprile decadono gli interventi straordinari»
Ma la “beef-tax“ non piace neanche all?Adiconsum: «Sarebbe una nuova tassa sul macinato che i consumatori non intendono neanche prendere in considerazione». E le associazioni raccolte sotto la sigla Cncu, guidata da Anna Bartolini, si sono fatte sentire per chiedere un incontro al ministro. Incontro che Alemanno ha subito accordato. Il Codacons ha invece puntato sull?inasprimento delle sanzioni per coloro che trasgrediscono il divieto di utilizzare le farine animali, invece di mettere una tassa in più. E sempre il Codacons, che aveva denunciato l?esistenza di 346 tipi di mangimi contaminati, è stato interpellato dal commissario della bse Giuseppe Ambrosio per ricevere la documentazione in materia.

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