7 Febbraio 2002

Mucca pazza: impossibile escludere nuovi casi

mucca pazza / Non ci sono dubbi che in passato l`agente responsabile della malattia sia stato in circolazione in Italia


Impossibile escludere nuovi casi


Il neurologo Piccoli: speriamo che questa nostra previsione non si avveri



ROMA ? Saranno forse rarissimi, potranno contarsi sulla punta delle dita, ma i nuovi casi della variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob (vCjd) in Italia sono attesi dagli esperti. Non ci sono ormai dubbi che in passato l`agente responsabile della malattia sia stato in circolazione in Italia così come è accaduto in altri paesi europei, ed il caso della ragazza siciliana potrebbe essere solo la prima conseguenza. «Ci aspettiamo altri casi, anche se ovviamente speriamo che questa nostra previsione non si avveri», ha detto ieri il neurologo che ha in cura la ragazza, Federico Piccoli. «Purtroppo ? ha aggiunto ? dobbiamo essere preparati al peggio, anche per questo motivo stiamo cercando di ?capire?, di sapere di più su questa malattia. Ad esempio perché la variante si manifesta sopratutto in soggetti giovani, mentre la malattia di base colpisce gli anziani». Per il responsabile del registro nazionale della malattia di Creutzfeldt-Jakob, Maurizio Pocchiari, dell`Istituto superiore di sanita, è impossibile al momento fare alcuna previsione sulla comparsa di nuovi casi in Italia. È però «molto probabile ? ha detto ieri ? che sia avvenuta in Italia» l`infezione all`origine del primo caso italiano di vCjd. È difficile stabilire quando esattamente è avvenuta l`infezione, ha aggiunto, ma considerando i lunghi tempi di incubazione della malattia, sicuramente questo non può essere accaduto meno di 5-7 anni fa. La paura scatenata ieri dal primo caso italiano di vCjd è comunque «riferita al passato», ha detto il ministro della Salute, Girolamo Sirchia. Per quanto riguarda il presente il messaggio del ministro è invece tranquillizzante poiché, ha detto, sono stati intensificati i controlli sugli allevamenti in collaborazione con i carabinieri dei Nas. Per il ministro sarebbe inoltre «sbagliato oggi limitare i consumi della carne». Il caso di vCjd, inoltre, «è legato ad una eredità del passato che si è trascinata, data la lunga incubazione, nel presente». Sirchia ha infine rilevato che i macelli clandestini sono un fenomeno in diminuzione rispetto al passato legato per lo più all`abigeato. «Il primo caso sospetto di Bse nella variante umana in Italia dimostra che è ancora prematuro abbassare la guardia e che vanno evitati facili ottimismi». Anche per il ministro dell`Agricoltura Gianni Alemanno, il caso italiano di vCjd è «una bruttissima eredità del passato», ed ha osservato che «se l`anagrafe bovina avesse funzionato dal 1994, quando era stata progettata, la ragazza non sarebbe mai stata infettata». Chiedono intanto maggiori controlli le associazioni per la tutela dei consumatori, come Federconsumatori, Codacons e Aduc. Ieri è scesa in campo anche la Procura di Torino, che ha aperto un`inchiesta nella quale si ipotizzano i reati di epidemia (per le patologie che colpiscono l`uomo) e di diffusione di una malattia pericolosa per il patrimonio zootecnico della nazione. Per il momento non ci sono indagati. Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, ritiene che tutte le dichiarazioni rilasciate dalle autorità competenti sul fenomeno mucca pazza siano state ingiustificatamente rassicuranti e al vaglio del magistrato torinese sono già alcuni casi sospetti di V-Cjd registrati in Piemonte negli ultimi anni. Nel frattempo il dito viene puntato su alcune «intramontabili» tradizioni alimentari siciliane, nonostante siano basate su parti di bovino ormai al bando da anni, come milza, interiora, trippa, scarti di macellazione. Vengono additati quindi come «clandestini» piatti casi ai siciliani come stigghiola, frittola, quarume, e da sempre venduti nelle bancarelle sfidando ogni divieto.

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