8 Febbraio 2002

Mucca pazza: Il Codacons accusa: «Non è sicura».

Mucca pazza.


Il Codacons accusa: «Non è sicura».
Il ministro: «Irresponsabili»


La guerra della bistecca

Controlli e nuovi sequestri negli allevamenti

ROMA «I provvedimenti attualmente in vigore sono sufficienti a garantire ai consumatori un pieno rispetto del loro diritto alla qualità e alla sicurezza alimentare». È quanto ha affermato il ministro delle Politiche agricole e forestali, Giovanni Alemmano. Al di là delle dichiarazioni del ministro, le drastiche misure adottate nei mesi scorsi per arginare la diffusione della Mucca Pazza sono servite a tranquillizzare gli italiani e non ci sono state reazioni emotive alla scoperta del primo caso in Italia della variante umana della malattia di Creutzfeldt-Jackob. A conferma di ciò, i consumi di carne bovina sembrano proseguire nella piena normalità e i timori di una nuova crisi da mucca pazza si fanno sempre più lontani. Parole rassicuranti arrivano dalle associazioni di categoria che ribadiscono come «i consumatori mantengano la piena fiducia».

Ma da Torino, dove il procuratore Guariniello ha avviato un?inchiesta dopo i primi casi di mucca pazza, arrivano segnalazioni sulla presenza di mangimi per bovini contaminati da farine di carni. L?ultimo caso è stato scoperto in un?azienda di Chieri (Torino). I mangimi contenenti farine di origine animale sono al centro dell?inchiesta torinese perché si sospetta che siano il veicolo di trasmissione della Bse nei bovini. Nonostante siano vietati dal 1994, ancora oggi continuano a circolare: gli investigatori stimano che siano il 4% del totale.

Le reazioni non si sono fatte attendere: il Codacons ha diramato un comunicato nel quale afferma che la carne italiana «non è sicura» e ha invitato i consumatori a evitare la carne rossa. L?associazione chiede al ministro Sirchia: «Come può essere sicura oggi la carne se ancora girano le farine animali ed esiste la macellazione clandestina?».

Dichiarazioni «irresponsabili e infondate», delle quali verranno valutate eventuali implicazioni penali, ha replicato il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno. «In un momento delicato come quello attuale – ha dichiarato il ministro – non è possibile rilasciare dichiarazioni così irresponsabili e infondate che creano solo un ingiustificato allarme sociale». «Ho dato mandato ai consiglieri giuridici del ministero – ha aggiunto il ministro – per valutare se sussistono gli estremi per un?eventuale denuncia di reato. La fitta rete di controlli e le misure adottate per fronteggiare l?emergenza Bse rendono sicura la carne italiana, come ha detto anche il ministro della Salute, Sirchia. Né il fenomeno dei macelli clandestini, che gli organismi inquirenti da tempo indicano in esaurimento, può giustificare allarmismi di alcun genere».

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