18 Gennaio 2010

Mr. Prezzi: la benzina è troppo cara Il Codacons: 700 euro di spese extra

 

La benzina e il gasolio in Italia costano troppo. Ne avevamo già il sospetto, ma è di conforto per tutti noi sentire il Garante dei prezzi, Roberto Sambuco (più familiarmente conosciuto come «Mr. Prezzi»), dire che «i listini dei carburanti al distributore sono superiori di 3,5 centesimi al litro rispetto alla media europea, e questo divario va eliminato». L’ indicazione dell’ extra-prezzo non è smentibile, visto che le Autorità di controllo serve (se non altro) a dare dei numeri certi, che facciano da base sicura alla discussione e (si spera) alle successive decisioni. Fra l’ altro, il problema non è in via di correzione: anzi, i prezzi di benzina e gasolio hanno corso molto tra la fine dell’ anno scorso e l’ inizio del 2010, e appena adesso è in vista un accenno di frenata. Secondo il ministero dello Sviluppo, fare il pieno oggi costa in media 2 euro in più del 14 dicembre. L’ associazione di consumatori Codacons lancia l’ allarme generale sugli aumenti di prezzi e tariffe nel 2010, con la benzina a protagonista – perché il suo rincaro si riverbera su quello di tutte le merci che vengono trasportate su ruota. Quest’ anno, denuncia il presidente Carlo Rienzi, «ci sarà un aggravio nelle tasche delle famiglie italiane per complessivi 700 euro». Gli aumenti in arrivo comprendono 150 euro in più per le polizze Rc auto, 80 euro per il mutuo e così via. «La stangata sarà più pesante – incalza Rienzi – in caso di fiammate nelle quotazioni del petrolio e, di conseguenza, dei carburanti. Per questo invitiamo a incrementare la concorrenza fra gli operatori». Proprio di questo parlerà «Mr. Prezzi» nell’ incontro fissato per domani con il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Sambuco ha in mente un piano in quattro mosse per allineare i listini italiani dei carburanti ai livelli europei (purtroppo non subito, ci vorranno tre anni). Mr. Prezzi parte dalla constatazione che l’ extra-costo per gli automobilisti al distributore è dovuto all’ inefficienza della rete italiana; per accrescere i margini di guadagno, i benzinai aumentano i prezzi. Secondo il Garante se ne può uscire così: 1) va aumentata la presenza di impianti self-service, da incoraggiare anche con un taglio dell’ accisa sul carburante distribuito in questo modo; 2) bisogna liberalizzare l’ orario e i giorni di apertura dei distributori e permettere la vendita di tabacchi, schedine del Lotto e giornali e offrire servizi da bar (così i benzinai aumenterebbero i guadagni e potrebbero limare i prezzi dei carburanti); 3) il ministero dell’ Economia dovrebbe intervenire direttamente sulle compagnie petrolifere obbligandole ad allineare i prezzi alla media europea dei carburanti nell’ arco di tre anni, con un avvicinamento graduale che segua di pari passo i progressi nei punti precedenti in agenda; 4) i distributori di tutta la rete stradale devono essere obbligati a esporre un prezzo massimo settimanale che deve restare invariato per sette giorni di fila, sul modello dell’ esperienza già fatta sulle autostrade. Su tale prezzo il benzinaio potrà fare sconti, ma non potrà aumentarlo.
 

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