16 Aprile 2015

Mps, Viola: ora abbiamo le carte in regola per una aggregazione

Mps, Viola: ora abbiamo le carte in regola per una aggregazione

   

«Credo che ci sarà un futuro migliore e anche in una fase delicata come quella di un’ aggregazione farsi trovare col vestito stirato e con le carte in regola possa rappresentare un’ occasione vera e profittevole e non un problema”. Così l’ amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, affrontando il tema dell’ opzione strategica raccomandata dalla Bce nel corso dell’ assemblea degli azionisti della banca dui Siena per l’ approvazione dell’ aumento di capitale da 3 miliardi e il rinnovo del consiglio di amministrazione. Su quest’ ultimo punto è scontata la conferma di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, rispettivamente Presidente e amministratore delegato. “Dopo l’ aumento di capitale, il presidente Profumo ha detto che potrebbe lasciare il suo incarico. E chiaro che stiamo preparando il dopo”, ha detto il presidente della Fondazione Mps, Marcello Clarich, parlando con i giornalisti a margine dell’ assemblea a proposito dei possibili successori di Profumo. “Abbiamo incaricato dei cacciatori di teste: nomi ci sono già”, ha precisato Clarich. Viola quando arrivò in Banca Monte dei Paschi, con quanto era successo nell’ istituto e anche nella Fondazione Mps, “si trovò in uno stato di totale solitudine in cui era necessario un profondissimo cambiamento manageriale che è stato realizzato con grande consistenza, professionalità e determinazione”, ha detto Profumo, riferendosi all’ ad che aveva appena terminato la sua relazione al bilancio 2014, davanti all’ Assemblea dei soci. Ieri il cda, “nella sua ultima riunione – ha concluso Profumo – ha espresso totale approvazione e ringraziato Fabrizio Viola, ringraziamento che voglio portare anche davanti all’ Assemblea”. In queste ore, inoltre, stanno circolando rumors di stampa secondo cui i vertici di Rocca Salimbeni avrebbero chiesto alla Procura di Milano di bloccare la richiesta della Bce di archiviare l’ operazione Alexandria entro il 26 luglio. L’ ex finanziere, Giuseppe Bivona – che affianca il Codacons nella battaglia per lo scandalo derivati del Monte dei paschi – intanto torna a chiedere in assemblea a Profumo di ammettere che il contratto siglato con Nomura denominato Alexandria, da cui potrebbe emergere una perdita ulteriore di 1 miliardo di euro, “è un derivato”. Il piccolo azionista, intervenendo all’ assemblea dei soci, ha detto: “Negare che quell’ operazione sia un derivato, che peraltro non ha fatto lei (Profumo, ndr), inficia la possibilità di creare relazioni fiduciarie che consentano di costruire il futuro di questa banca”. “Dite le cose in maniera chiara e trasparente” anche perché lo “sanno tutti”, dalla Bce alla magistratura, che “si tratta di un derivato, finire trappola di sè stessi non crea valore per la vostra reputazione e neanche per i soci”. Bivona ha quindi ricordato che il “value at risk (vat, ndr) giornaliero del Montepaschi si attesta sui 100 milioni di euro, sono numeri folli” per una banca. “Andate a chiedere a quanto ammonta il vat di Goldman Sachs”. Alla fine dell’ intervento, Profumo, passando la parola ad un altro socio, si è limitato a dire: “è evidente che restano diversi punti di vista”. Intanto a Piazza Affari Mps cede oltre il 3%.

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