28 Febbraio 2013

Mps, tutto pronto per l’ emissione dei Monti bond

Mps, tutto pronto per l’ emissione dei Monti bond

 

Ultimo giallo a pochi passi dal traguardo per l’ emissione dei Monti Bond destinati a Banca Monte dei Paschi. Ieri mattina l’ agenzia Bloomberg ha riportato l’ ipotesi di un possibile congelamento da parte del Governo, intenzionato a “passare la palla” al nuovo inquilino di Palazzo Chigi: uno scenario ad altissimo rischio, considerata l’ incertezza politica del momento, che in pochi minuti ha avuto l’ effetto di far precipitare il titolo a -5 per cento. La voce è circolata per diverse ore, poi non ha trovato conferma e il titolo del Monte si è in parte ripreso, chiudendo a 0,208 euro, comunque in calo di poco più di due punti. «Da parte mia – ha dichiarato poi in serata, sempre a Bloomberg, il sottosegretario alle Finanze, Gianfranco Polillo – credo che tutto procederà secondo i tempi stabiliti». Dunque l’ emissione dei 4 miliardi di titoli (ai 2 miliardi vanno infatti sommati 1,9 miliardi di vecchi Tremonti Bond che saranno sostituiti e gli interessi), dovrebbe avvenire tra oggi e domani, rispettando la scadenza fissata per il primo marzo. «Ci dovesse essere un ritardo di due o tre giorni per motivi tecnici, non sarebbe un problema», ha aggiunto ieri Polillo. Sempre ieri, il Consiglio di Stato ha stabilito che si terrà il 22 marzo, e non l’ 8 marzo come comunicato in un primo momento dal Codacons, l’ udienza per decidere sulla richieta di sospensiva dei Monti bond. Con un decreto monocratico del presidente della Sesta sezione, i giudici hanno rigettato la richiesta di un provvedimento di urgenza avanzata dall’ associazione dei consumatori. Il Codacons giovedì scorso si era visto rigettare la stessa istanza da parte del Tar del Lazio, ma ha deciso di tentare anche l’ appello. Spiegandone le motivazioni, l’ associazione sottolinea che «vi é un atto che sembra essere diventato lo snodo fondamentale per ricostruire che cosa accadde dopo l’ acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi. È il bilancio 2009 che, come si é scoperto soltanto nel settembre scorso, era in realtà ‘truccato’ grazie al contratto con Nomura, che consentiva di occultare le perdite causate dal derivato Alexandria. Il sospetto degli inquirenti é che già allora ci fosse qualcuno, oltre allo stesso Mussari, al direttore generale Antonio Vigni e al capo dell’ area finanza Gianluca Baldassarri, a conoscenza di quanto era stato fatto per tentare di nascondere la falla nelle casse della banca senese. L’ interesse per il ruolo avuto in questa partita dai componenti del cda é legato proprio a quanto accade dopo l’ accordo con la banca d’ affari, che nelle comunicazioni al mercato e alla vigilanza era stato fatto passare come un aumento di capitale, mentre si trattava di un vero e proprio prestito». Di qui, prosegue l’ associazione, «la mancanza dei presupposti del decreto e la necessità di annullarlo e sospenderlo, altrimenti il decreto di sottoscrizione dei bond avrebbe come presupposto un decreto nullo per falsità dei presupposti». Ma.Fe. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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