22 Febbraio 2013

MPS: TAR RIGETTA SOSPENSIONE MONTI-BOND NON PERCHE’ REGOLARI E LEGITTIMI MA SOLO PERCHE’ AL MOMENTO, IN MANCANZA DEL DECRETO DI EROGAZIONE DEL PRESTITO, NON VI SAREBBE UN DANNO GRAVE IRREPARABILE E IMMEDIATO

    MPS: TAR RIGETTA SOSPENSIONE MONTI-BOND NON PERCHE’ REGOLARI E LEGITTIMI MA SOLO PERCHE’ AL MOMENTO, IN MANCANZA DEL DECRETO DI EROGAZIONE DEL PRESTITO, NON VI SAREBBE UN DANNO GRAVE IRREPARABILE E IMMEDIATO

     

    IL TAR RINVIA LA DECISIONE A DOPO “L’APPROFONDIMENTO ISTRUTTORIO” IN CORSO

     

    IL CODACONS VALUTERA’ OGGI SE PROPORRE APPELLO Al CDS O ATTENDERE L’EMISSIONE DEL DECRETO DI SOTTOSCRIZIONE PER TORNARE AL TAR. SEMPRECHE’ IL MINISTRO GRILLI NON SI ASTENGA DALL’EMANARLO

     

    Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso del Codacons non perché i Monti-bond fossero regolari e legittimi, ma solo in funzione della mancata emanazione del decreto che eroga materialmente il prestito da 3,9 miliardi di euro. Di conseguenza per il Tar, non essendo ancora stato emesso tale decreto, non vi sarebbero danni gravi irreparabili ed immediati.
    Lo afferma il Codacons, commentando la decisione del Tribunale Amministrativo.
    In sostanza il Tar non si è espresso sulla legittimità dei Monti-bond – spiega l’associazione – ma si è limitato a constatare che, al momento, non si configurano quei danni per la collettività tali da sospendere i provvedimenti impugnati, “Considerato che tale prospettazione in ordine al lamentato pregiudizio – anche sui profili di concorrenzialità e libero mercato evidenziati da parte ricorrente nel corso della camera di consiglio collegiale – appare indeterminata e meramente eventuale nel suo realizzarsi, allo stato del procedimento finora espletato, né sorretta da elementi idonei alla configurazione dei ricordati presupposti previsti dalla norma”.
    I giudici, inoltre, non hanno espresso una decisione definitiva, riservandosi “ogni altra valutazione in rito e merito anche in relazione ad ulteriori approfondimenti istruttori relativi a quanto finora depositato in giudizio”.
    Intanto l’ufficio legale del Codacons sta valutando in queste ore se proporre appello al Consiglio di Stato oppure attendere l’emanazione del decreto di sottoscrizione, in modo da poterlo impugnare al Tar. A meno che – conclude l’associazione – il Ministero dell’Economia Grilli non si astenga dall’emanarlo.
    Ecco di seguito l’ordinanza integrale del Tar.

     
    Considerato che nella presente sede deve delibarsi unicamente la domanda cautelare proposta dai ricorrenti;
    Considerato che, ai sensi dell’art. 55 c.p.a., al fine della concessione della tutela cautelare, parte ricorrente deve allegare di subire un pregiudizio grave e irreparabile durante il tempo necessario a giungere alla decisione sul ricorso;
    Considerato che nel caso di specie le parti ricorrenti, nell’illustrare nei propri scritti difensivi tale necessario ed imprescindibile presupposto, affermano in particolare che il medesimo sarebbe legato a conseguenze pregiudizievoli per l’”intero Paese” e a “danno della collettività”, anche con conseguenze gravose per l’Istituto bancario destinatario dei provvedimenti impugnati;
    Considerato che tale prospettazione in ordine al lamentato pregiudizio – anche sui profili di concorrenzialità e libero mercato evidenziati da parte ricorrente nel corso della camera di consiglio collegiale – appare indeterminata e meramente eventuale nel suo realizzarsi, allo stato del procedimento finora espletato, né sorretta da elementi idonei alla configurazione dei ricordati presupposti previsti dalla norma, tenuto conto anche della sussistenza a base degli atti impugnati di provvedimenti di ordine legislativo, quale il d.l. n. 95/12, conv. in l.n. 135/12 e s.m.i., e comunitario, quale la decisione della Commissione Europea C(2012) 9669 final.corr. del 17.1.2012;
    Considerato quindi che quanto prospettato dalle parti ricorrenti non appare collegato specificamente a situazioni di pregiudizio immediato e diretto nei confronti delle medesime che sono necessarie al fine della concessione della tutela di cui all’art. 55 cit;
    Considerato quanto sopra ai fini del rigetto dell’istanza cautelare avanzata nella presente fase e riservata ogni altra valutazione in rito e merito anche in relazione ad ulteriori approfondimenti istruttori relativi a quanto finora depositato in giudizio;
    Considerato che le spese della presente fase possono compensarsi attesa la novità della fattispecie;

    P.Q.M.

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) respinge la domanda cautelare.
    Compensa le spese della presente fase cautelare.
    La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

     

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