Mps, sui derivati un nuovo giudizio
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
la contabilizzazione di alexandria e santorini torna sotto la lente
La notizia della settimana, sul fronte bancario, riguarda Mps: i pubblici ministeri milanesi Mauro Clerici, Stefano Civardi e Giordano Baggio hanno chiesto il rinvio a giudizio per l’ ex ad e l’ ex presidente di Mps, Fabrizio Viola e Alessandro Profumo, con le accuse di falso in bilancio e manipolazione di mercato. Come aveva segnalato Plus24 del 9 luglio 2016 (“Gli aumenti di Mps tra pere e mele”), la questione ruota sul «fortuito ritrovamento del mandate agreement sui derivati Alexandria e Santorini, presentati come BTp, costruiti per acquisire AntonVeneta. Scoperta avvenuta a ottobre 2012 in una cassaforte rovistata dai nuovi manager, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, succeduti all’ ex presidente del Monte (e dell’ Abi) Giuseppe Mussari». Ricostruzione che, però, «si scontra con altri fatti». Paolo Mondani di Report li ha ricordati: «Un’ ispezione del 2010 della Banca d’ Italia si era già accorta che c’ erano perdite su questi due derivati. E poi c’ è l’ ispezione del 2012 inviata alla Consob, ben prima del ritrovamento nella cassaforte del Monte dei Paschi di ottobre 2012. L’ ispezione di Banca d’ Italia inviata in Consob a giugno 2012 analizza precisamente Alexandria e Santorini e dice: sono derivati e bisogna cambiare i bilanci. Quali sono i bilanci che devono essere corretti? La Procura di Milano dice dal 2009 al 2012, la Consob dal 2014 alla semestrale 2015. Su questo assunto, dunque, gli aumenti di capitale del 2011 (2 miliardi), 2014 (5 miliardi) e 2015 (3 miliardi) erano basati su bilanci civilistici – e prospetti informativi – che riportavano pere (derivati) per mele (BTp)». Sin qui la ricostruzione di Plus24 del 2016. Ora la parola è passata alla magistratura: la richiesta di rinvio a giudizio di Profumo e Viola è un passaggio obbligato dopo che lo scorso 21 aprile il gup milanese Livio Antonello Cristofano aveva depositato il provvedimento di imputazione coatta nei confronti dei due manager per falso in bilancio e manipolazione del mercato. A settembre 2016, i pm di Milano avevano chiesto l’ archiviazione per Viola, Profumo e altre nove persone nell’ ambito dell’ inchiesta per la presunta rappresentazione non corretta dei derivati Alexandia e Santorini nei bilanci dal 2011 al 2014. Ma i piccoli azionisti, che con i loro esposti avevano dato vita all’ inchiesta, e l’ associazione di consumatori Codacons avevano presentato opposizione all’ archiviazione. Ad aprile il giudice aveva deciso l’ imputazione coatta anche per un terzo indagato, mentre per gli altri otto, fra i quali anche i precedenti ex vertici di Mps Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, aveva disposto l’ archiviazione. Sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dai pm si dovrà esprimere un nuovo giudice nell’ ambito di un’ udienza preliminare. – N. B. [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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