Mps, sì del Consiglio di Stato Scatta l’ ora dei Monti bond
Paola Tomassoni SIENA QUESTIONE di ore. Già questa mattina o al massimo domani ci sarà l’ emissione di 3,9 miliardi di euro di Monti bond da parte del Monte dei Paschi di Siena. «Restano solo gli ultimi adempimenti burocratici ? assicura una fonte vicina al dossier ? e arriverà la luce verde all’ operazione». Non ci sarà, quindi, nessun rinvio per il piano di salvataggio dell’ istituto di credito senese: la banca venderà i titoli entro domani e contestualmente ci sarà la sottoscrizione da parte del Tesoro retto dal ministro Vittorio Grilli ( nella foto ). Lo Stato, come già previsto, sottoscriverà obbligazioni per 3,9 miliardi: 1,9 miliardi per riscattare e sostituire i vecchi Tremonti-bond e 2 miliardi come emissione aggiuntiva. VENGONO così smentite le voci circolate ieri secondo cui si palesava il rischio di uno slittamento in attesa di un nuovo esecutivo a Palazzo Chigi. E non si sarà nessuna sospensione urgente dell’ ordinanza con la quale il Tar ha dato l’ ok ai Monti bond. Lo ha deciso il Consiglio di Stato con un decreto monocratico sollecitato dal Codacons. «Da un primo esame ? spiega il decreto ? non appaiono sussistere presupposti per il rilascio della richiesta misura cautelare provvisoria presidenziale rispetto all’ attività amministrativa dispiegata, che forma l’ oggetto del processo», che sarà quindi discusso in camera di consiglio a partire dal prossimo 22 marzo. E non più l’ 8 marzo come inizialmente previsto. A RENDERLO noto è lo stesso Codacons con un comunicato in cui nell’ illustrare le ragioni del ricorso al Consiglio di Stato sostiene che dall’ emissione deriverebbe un «danno alla concorrenza». «Ci si domanda ? scrive il Codacons nel ricorso ? quali siano le ragioni per cui, differentemente da Mps, la stessa Bankitalia e per il suo tramite il Mef, stiano commissariando e non aiutando altri Istituti» a rischio fallimento di cui forniscono indicazioni precise. Non solo. Con il deposito dell’ appello per contestare il sì del Tar del Lazio ai Monti bond in favore di Mps, il Codacons rivolge anche un appello ai leader dei tre principali partiti politici e movimenti, Bersani, Berlusconi e Grillo, affinché «blocchino il prestito da 4 miliardi di euro in favore della banca senese, e utilizzino questi soldi per fini migliori, come ad esempio rimborsare ai cittadini l’ Imu». L’ alternativa, secondo l’ associazione, è quella di chiedere ai tre leader «di vincolare l’ erogazione del prestito all’ obbligo da parte del Cda di Mps di deliberare l’ immediata corresponsione allo Stato di azioni della banca per un valore pari al prestito». Il Tar del Lazio, il 21 febbraio, stabilì che la prospettazione del Codacons in merito a «conseguenze pregiudizievoli per l’ intero Paese e a danno della collettività» che nascerebbero dal via libera ai Monti bond «appare indeterminata e meramente eventuale nel suo realizzarsi».
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