Mps, rimborso dei Monti bond a rischio
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fonte:
- Il Messaggero
Via libera dei soci a bilancio e azione di responsabilità I SOCI ROMA Mps è pronta alla sfida dei Monti bond. Ma il rimborso del maxi-prestito del Tesoro da 4 miliardi «non è scontato», avverte il presidente Alessandro Profumo davanti al 52% del capitale dell’ istituto senese presente in assemblea per approvare i passaggi più difficili della storia del Monte (il bilancio 2012 e l’ azione di responsabilità contro gli ex vertici). Un modo per ribadire che la strada è «possibile», ma difficile. Perchè serve lavorare ancora sulla redditività e sul taglio dei costi (benchè ci siano «i primi segnali di inversione»), spiega Profumo. E serve un nuovo socio, possibilmente industriale. Questi gli ingredienti necessari per riuscire nell’ impresa (e salvare «l’ indipendenza e la sede a Siena»). Non c’ è «ricetta magica alternativa» per evitare la nazionalizzazione, una strada da scongiurare, visto che anche «lo Stato non potrebbe mantenere il controllo» (le regole di Bruxelles non lo consentirebbero). Nello stesso tempo, se il Tesoro entrasse nell’ azionariato della banca la Fondazione Mps finirebbe per «fallire», puntualizza Profumo. LE PROSPETTIVE A mettere agli atti la «svolta con il passato», richiamata da Profumo proprio davanti alla maratona di quasi dieci ore con i soci, è soprattutto l’ approvazione bulgara dell’ azione di responsabilità contro Giuseppe Mussari e Antonio Vigni (votata dal 99,99% dei presenti). Ma ad assicurare che il rosso da 3,1 miliardi del bilancio 2012 (approvato al 98,7%) si è buttato alle spalle anche tutte le perdite legate ai derivati, comprese tutte quelle legate ad Alexandria, è l’ amministratore delegato, Fabrizio Viola. Dunque: «Il bilancio è corretto», risponde il manager ai rilievi del Codacons. Gli stessi soci hanno poi dato il via libera alla nomina di Pietro Giovanni Corsa, nuovo vice presidente del cda dopo le dimissioni di Turiddo Campaini, uno dei sei punti all’ ordine del giorno approvati ieri a Siena. NUOVI SOCI Quanto al futuro, «quando si parlerà di aumento di capitale ci piacerebbe ritrovare tutti insieme, con i nostri azionisti, un nuovo socio che condivida il progetto e che non sia un gruppo bancario», spiega ancora il presidente. In questo contesto, si pone il nodo della rimozione del limite del 4% sul possesso azionario dei soci. «Bankitalia ci ha chiesto con chiarezza di togliere questo limite», precisa profumo aggiungendo che la questione arriverà presto sul tavolo di chi si insedia alla guida di Siena e all’ assemblea dei soci. E’ un modo per mettere in chiaro subito la questione visto che poco prima il presidente della Fondazione Mps (azionista con il 34%) Gabriello Mancini si era scagliato contro l’ ad Viola definendo «un’ opinione personale», la proposta di eliminare il vincolo del 4%. Eppure l’ ente non ha intenzione di mollare: non rinuncerà «alla scelta dei soci per la banca», avverte Mancini. Si vedrà. Intanto, «il 2013 è l’ anno in cui dobbiamo passare dalla straordinarietà all’ ordinarietà, tornando a fare la banca per famiglie e imprese», sottolinea Profumo. Per il resto, non faremo sconti a nessuno pur di tutelare gli interessi della Banca», dice Viola, ma «vogliamo evitare, come si dice, di dare calci all’ aria», parlando di ulteriori azioni di risarcimento danni (dopo quelle «dovute» contro banche ed ex manager). Nel frattempo, secondo il gip di Siena, Ugo Bellini, che ha respinto la richiesta di sequestro d’ urgenza a carico di Nomura, non ci sono elementi «per ritenere come indebiti e sproporzionati i vantaggi economici derivati a Nomura dalla complessa transazione con Mps». Ma i pm sono pronti a fare ricorso. Roberta Amoruso © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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