18 Aprile 2017

Mps, processo a ex vertici resta a Milano

Mps, processo a ex vertici resta a Milano

Il processo agli ex vertici di Banca Monte dei Paschi di Siena resta a Milano. I giudici del Tribunale di Milano, davanti ai quali si celebra il processo a carico, tra gli altri, degli ex vertici di Mps , hanno rigettato tutte le eccezioni preliminari sollevate dalle difese e, in particolare, quella di incompetenza territoriale che mirava a far trasferire il procedimento dal capoluogo lombardo a Siena. I legali di alcuni imputati avevano sostenuto che il reato più grave che determina la competenza, ovvero la presunta manipolazione del mercato, sarebbe stato commesso a Siena perché le informazioni ingannevoli sarebbero state trasmesse attraverso un invio telematico al Nis (il sistema telematico di cui si avvale la Borsa). Ciò avrebbe comportato, a loro dire, che per determinare la competenza bisognava riferirsi “all’ ultima parte dell’ azione umana e cioè all’ accesso remoto avvenuto presso la sede di banca Monte dei Paschi a Siena”. I giudici hanno però rigettato l’ eccezione chiarendo che il presunto reato si è realizzato con la ricezione da parte del Nis e con l’ invio alle agenzie di stampa delle informazioni ritenute ingannevoli. Il reato, per il Tribunale, “non è consumato se non arriva al pubblico”. I giudici hanno bocciato anche le altre eccezioni relative al difetto di giurisdizione e alla nullità del decreto che ha disposto il giudizio. La procura di Milano ha inoltre contestato ad alcuni imputati l’ aggravante della natura transnazionale in relazione al reato di manipolazione del mercato a una decina di imputati. In apertura del dibattimento, dopo che i giudici avevano rigettato tutte le eccezioni preliminari, il pm Stefano Civardi ha formulato questa contestazione suppletiva che riguarda gli imputati per l’ operazione sul derivato Santorini e ha il duplice effetto di aggravare l’ accusa nei loro confronti e di allungare la prescrizione per altri 6 anni. L’ aggravante della transnazionalità era stata esclusa dal gip durante l’ udienza preliminare ma il pm l’ ha riproposta sostenendo che i manager coinvolti, tra i quali alcuni di Deutsche Bank , avrebbero costituito “un’ organizzazione criminale transnazionale”. Il Codacons ha preso atto con soddisfazione delle decisioni prese oggi e ha invitato tutti gli azionisti Mps che non si sono ancora costituiti parte civile a scaricare dal sito dell’ associazione la lettera interruttiva dei termini prescrizionali, chiedendo alla banca senese il rimborso delle somme perse sia come valore delle azioni, sia a seguito della sottoscrizione degli aumenti di capitale, oltre che a scaricare la lista dei documenti bancari da fornire all’ associazione come prima mossa per l’ attivazione di una causa civile collettiva.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox