1 Giugno 2017

Mps: pm Milano chiudono indagini su banca per legge 231 (2)

(AGI) – Milano, 1 giu. – Il fascicolo era stato trasmesso a Milano da Siena a fine luglio dell’anno scorso per ragioni di competenza territoriale. I magistrati milanesi titolari dell’inchiesta ai primi di settembre presentarono richiesta di archiviazione sia per le 10 persone fisiche indagate che per l’istituto di credito. A opporsi all’epilogo giudiziario della vicenda erano stati il Codacons e alcuni piccoli azionisti. Nel frattempo, era intervenuto anche il pg Felice Isnardi che aveva disposto ulteriori accertamenti sulla posizione della banca, sfruttando la possibilita’ che gli concede l’articolo 58 della legge 231 di svolgere “gli accertamenti indispensabili e, qualora ritenga ne ricorrano le condizioni, contestare all’ente le violazioni amministrative conseguenti al reato” entro sei mesi dalla comunicazione del decreto motivato dell’archiviazione emesso dalla Procura. Nell’ambito di questi approfondimenti, era stata eseguita anche una perizia tecnica sui derivati Santorini e Alexandria da cui sarebbero derivate le perdite milionarie nascoste nei bilanci. La perizia di una cinquantina di pagine era stato redatta da Francesco Corielli, professore associato di metodi professore associato di metodi matematici per le scienze economiche dell’universita’ Bocconi di Milano, e Roberto Tasca, ordinario di Economia degli intermediari finanziari all’Universita’ di Bologna, su ‘commissione’ del pg. Nel frattempo, e’ stata fissata al 7 luglio l’udienza preliminare in cui si discutera’ delle posizioni di Viola, Profumo e del sindaco della banca Paolo Salvadori. Anche il loro percorso giudiziario e’ stato molto tortuoso. Il 21 aprile scorso il gup Livio Antonello Cristofano aveva disposto l’imputazione coatta nei loro confronti dopo che il Codacons e alcuni piccoli azionisti avevano presentato opposizione alla richiesta di archiviazione da parte della Procura. Non e’ escluso che si vada verso una riunificazione del procedimento sulla banca e quello sugli ex vertici senesi. Isnardi, il magistrato che ha gia’ avocato l’indagine sulla ‘Piastra dei Servizi di Expo’, aveva deciso di svolgere nuovi accertamenti prima dell’udienza preliminare fissata al 15 marzo in cui si discutera’ davanti al gup Cristofano dell’opposizione all’archiviazione per 11 indagati chiesta dalla Procura. A opporsi all’epilogo giudiziario della vicenda era stata l’associazione dei consumatori Codacons. Le nuove verifiche riguardano in particolare la posizione di banca Mps, accusata della violazione della legge 231 del 2001 sulla responsabilita’ delle imprese per i presunti reati commessi dai dipendenti. In particolare, la perizia e’ stata disposta per accertare quale impatto avrebbe avuto la contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria sui bilanci di Mps, dal 2012 fino alla semestrale del 2015. Il fascicolo era stato trasmesso a Milano da Siena a fine luglio scorso per ragioni di competenza territoriale e, oltre all’istituto di credito, vede indagati l’ex amministratore delegato Fabrizio Viola e l’ex presidente Alessandro Profumo. I magistrati milanesi titolari dell’inchiesta, i pm Mauro Clerici, Stefano Civardi e Giordano Baggio, ai primi di settembre presentarono richiesta di archiviazione sia per le persone fisiche che per l’istituto di credito. Poi Isnardi ha deciso di sfruttare la possibilita’ che gli concede l’articolo 58 della legge 231 del 2001 sulla responsabilita’ delle societa’ di svolgere “gli accertamenti indispensabili e, qualora ritenga ne ricorrano le condizioni, contesta all’ente le violazioni amministrative conseguenti al reato” entro sei mesi dalla comunicazione del decreto motivato dell’archiviazione emesso dalla Procura. L’accusa originaria per gli indagati era quella di avere nascosto le perdite milionarie di bilancio causate dai contratti derivati ‘Santorini’ e ‘Alexandria’. Il gup di Milano Livio Antonello Cristofano si era riservato il 25 marzo scorso di decidere sull’opposizione all’archiviazione presentata dai consumatori del Codacons e da alcuni piccoli azionisti nell’udienza preliminare che vedeva imputati anche gli ex manager di Mps Fabrizio Viola e Alessandro Profumo. In quell’occasione, la Procura aveva insistito per la richiesta di archiviazione sia per le 11 persone fisiche che per la banca, indagata per la legge 231 del 2001 sulla responsabilita’ degli enti per i reati commessi dai dipendenti. Il fascicolo era stato trasmesso a Milano da Siena a fine luglio dell’anno scorso per ragioni di competenza territoriale. I magistrati milanesi titolari dell’inchiesta, i pm Mauro Clerici, Stefano Civardi e Giordano Baggio, ai primi di settembre presentarono richiesta di archiviazione sia per le persone fisiche che per l’istituto di credito. A opporsi all’epilogo giudiziario della vicenda erano stati il Codacons e i piccoli azionisti. Nel frattempo, era intervenuto anche il pg Felice Isnardi che aveva disposto ulteriori accertamenti sulla posizione della banca, sfruttando la possibilita’ che gli concede l’articolo 58 della legge 231 di svolgere “gli accertamenti indispensabili e, qualora ritenga ne ricorrano le condizioni, contestare all’ente le violazioni amministrative conseguenti al reato” entro sei mesi dalla comunicazione del decreto motivato dell’archiviazione emesso dalla Procura. Nell’ambito di questi approfondimenti,e’ stata eseguita anche una perizia tecnica sui derivati Santorini e Alexandria da cui sarebbero derivate le perdite milionarie nascoste nei bilanci. I reati contestati sono falso in bilancio e manipolazione del mercato. (AGI) Mi2/Cre

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