16 Febbraio 2013

Mps, Mussari in procura tra gli insulti

Mps, Mussari in procura tra gli insulti

SIENA «Ladro, buffone, vergognati». Sono alcuni degli insulti rivolti ieri da un drappello di persone contro Giuseppe Mussari, ex presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena, al suo arrivo al palazzo di giustizia. E con gli insulti, come in scene già viste in un passato, su di lui arrivano anche alcune monetine. Il tutto mentre carabinieri e finanzieri cercano di proteggerlo dall’ assalto di telecamere e fotografi. Teso involto, sorride solo quando si deve sorreggere una giornalista che rischia di finire a terra. Un passaggio difficile l’ ingresso in procura per Mussari, fino a poche settimane fa potente ex presidente del Monte e, poi presidente dell’ Abi. Difficile quasi più dell’ interrogatorio dei pm che indagano sull’ acquisizione di Antonveneta da parte di BMps. Poi, dopo quasi un’ ora d’ attesa, Mussari è entrato e si è seduto davanti ai pm Nastasi, Natalini e Grosso. Con loro c’ è anche il generale della gdf Bottillo. L’ ex presidente, che dieci giorni fa si era avvalso della facoltà di non rispondere per l’ assenza di uno dei suoi legali, aveva annunciato di essere pronto a farlo. In realtà l’ interrogatorio è durato solo tre ore. Troppo poco, secondo qualcuno, per soddisfare i pm, anche se i difensori dicono che «ha risposto a tutte le domande». Troppo poco an che in considerazione del fermo dell’ altro ieri, a Milano, dell’ ex responsabile dell’ area finanza Gianluca Baldassarri, bloccato perché sospettato di voler fuggire all’ estero, ma al quale è anche stata contestata una nuova accusa, «in concorso», per ostacolo alla vigilanza. Il riferimento è al contratto sull’ operazione Alexandria, occultato nella cassaforte dell’ ufficio dell’ ex dgVigni e trovato solo nell’ ottobre scorso. Il «concorso» riguarda proprio Mussari e Vigni, a cui sono stati consegnati nuovi avvisi di garanzia. All’ uscita Mussari trova nel corridoio della procura l’ ex responsabile della sua segreteria, Valentino Fanti, ora responsabile della segreteria del Cda della banca. Un breve sguardo trai due e poi il sorriso ai giornalisti di Mussari accompagnato fuori da tre ufficiali della gdf ed accolto da una nuova contestazione, e da chi gli urla «hai rovinato la banca». Ed è solo intorno alle 16 che la giornata diventa «interessante» per i magistrati che, probabilmente, hanno potuto mettere a confronto, «differito», le risposte di Mussari con quelle del suo ex segretario, senza il rischio che tra i due ci fossero contatti. Ora i sostituti procuratori senesi attendono il risultato dell’ interrogatorio a cui oggi il gip di Milano sottoporrà Baldassarri, dall’ altro ieri nel carcere di San Vittore. Per lui il pmAngelo Renna ha chiesto la convalida del fermo e la misura cautelare in carcere dopo un confronto con i colleghi senesi titolari dell’ inchiesta. Di certo per Mussari, indagato per manipolazione di mercato, truffa, ostacolo alla vigilanza, falso in prospetto, e dall’ altro ieri anche per concorso in ostacolo alla vigilanza con Baldassarri, non è stata fissata nessun altra convocazione. A Siena c’ è attesa anche perla decisione della Corte dei Conti sui Monti bond. Nelle casse della banca devono arrivare 3,9 miliardi di Monti bond. Eventuali problemi, dopo il ricorso del Codacons alla Corte, potrebbero complicare il lavoro dei nuovi vertici.

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