MPS MINACCIA ANCORA GLI AZIONISTI SE VOGLIONO VEDERE CHIARO NEI BILANCI DELLA BANCA
In risposta ad una lettera inviata dal Codacons, in qualità di azionista di MPS, al Presidente Profumo ed al Consiglio d’Amministrazione della banca ponendo semplicemente precise domande tecniche sul bilancio, MPS non solo non ha voluto rispondere a nessuna delle domande poste ma ha minacciato il Codacons di fantomatiche azioni legali a tutela dell’altrettanto fantomatico danno che le domande del Codacons e le sue richieste di chiarimenti potrebbero mai aver creato. E’ la quarta volta in pochi mesi che MPS tenta di intimidire il Codacons con assurde minacce di possibili azioni legali. Lo denuncia oggi l’associazione dei consumatori.
Il CODACONS ha deciso dunque di denunciare MPS alla Consob ed alla Borsa Italiana chiedendo di ingiungere alla banca di rispondere alle domande poste e di sanzionare la palese violazione del l’Articolo 9 del Codice di Autodisciplina delle Società Quotate di Borsa Italiana sottoscritto proprio sotto l’egida dal Presidente Profumo con la delibera consiliare del 20 dicembre 2012 ovvero “Il Consiglio d’Amministrazione si adopera per sviluppare un dialogo continuativo con gli azionisti fondato sulla comprensione dei reciproci ruoli”.
Il CODACONS, in quanto azionista di MPS, ha tutto il diritto di porre domande sui bilanci di MPS e ci piace pensare che il Presidente Profumo consideri un privilegio – e non soltanto un suo preciso obbligo – dare risposte alle domande dei propri azionisti a cui tra l’altro sembra intenzionato rivolgersi con il cappello in mano per chiedere €2,5 miliardi onde poter rimborsare gli aiuti di Stato che la Commissione Europea ha ingiunto alla banca di restituire, accogliendo in toto la richiesta del CODACONS che per prima ne aveva denunciato l’illegittimità per quegli stessi interrogativi a cui ancora oggi MPS intende sottrarsi.
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