24 Agosto 2013

Mps, la Consob in Procura “Ostacoli alla vigilanza”

Mps, la Consob in Procura “Ostacoli alla vigilanza”

MILANO – Un corposo documento della Consob datato 15 febbraio e consegnato a mano alla procura della Repubblica presso il tribunale di Siena ripercorre tutti gli scandali del Monte dei Paschi, dall’ acquisizione dell’ Antoveneta del 2008, passando per il derivato da 400 milioni di Alexandria per finire con le attività illecite del responsabile dell’ area finanza Gianluca Baldassarri. L’ attività di indagine della Commissione guidata da Giuseppe Vegas ricostruisce diversi momenti che vanno dall’ era Mussari del luglio 2009 e arrivano fino al dicembre 2012 quando alla guida dell’ istituto toscano si era già insediato Alessandro Profumo, ed evidenzia come l’ attività di vigilanza sia stata scientemente ostacolata anche per colpa di informazioni «non veritiere o quanto meno omissive» fornite dai vertici dell’ istituto e da quelli della sua Fondazione «in merito al finanziamento dell’ operazione Antonveneta e alla presunta operazione in Titoli di Stato (BTP) eseguita dalla banca senese insieme a Nomura». In base a questo documento ieri il Codacons ha fatto un esposto contro l’ attuale management di Mps. Per l’ associazione dei consumatori dato che «la Consob ha chiesto alla procura di aprire un’ indagine contro Mps per ostacolo alla vigilanza» il governo non potrebbe «in alcun modo affidare l’ implementazione del piano di ristrutturazione, e con esso la gestione di 4 miliardi versati dai contribuenti, ad amministratori che abbiano rilasciato informazioni non veritiere o quanto meno omissive all’ autorità di vigilanza e al mercato ». Una notizia che ha fatto vacillare le quotazioni di Mps in Borsa, portando il titolo a perdere l’ 1,3% a 0,22 euro. Dura, per quanto tardiva, la replica ufficiale di Mps secondo cui, «quanto asserito dal Codacons risulta destituito di ogni fondamento». L’ istituto in serata ha precisato con una nota «che i procedimenti amministrativi di cui la Banca è parte non riguardano in alcun modo il nuovo management» ma che l’ indagine della Consob e del Tribunale di Siena è rivolta«unicamente nei confronti di esponenti della precedente gestione ». Secondo gli attuali vertici della banca, come è emerso «dal recente procedimento di chiusura delle indagini preliminari emesso dalla Procura dellaRepubblica di Siena», non è stato ravvisato «alcun coinvolgimento del nuovo management che si è anzi contraddistinto non solo per aver avviato l’ opera di risanamento, ma anche per avere collaborato, sin dal momento dell’ insediamento, con le autorità competenti fornendo, anche di sua iniziativa, alle autorità stesse tutte le informazioni che si sono di volta in volta rese disponibili». Nel rapporto che la Commissione ha inviato alla Procura lo scorso febbraio emergerebbero diverse criticità e dichiarazioni «non veritiere» da parte della Fondazione e della banca. Tuttavia le prime contestazioni della Consob ai vertici dell Mps sono datate 13 aprile 2012, e quindi antecedenti alla nomina di Alessandro Profumo alla presidenza della banca e di pochi mesi successive all’ insediamento di Fabrizio Viola. Non a caso nella ricostruzione dei fatti della Consob emerge che «in data 15 ottobre i nuovi vertici aziendali hanno comunicato di aver ricevuto il contratto da cui emergeva con evidenza il collegamento tra Alexandria e l’ acquisto di Btp». Ripercorrendo invece tutti i passi dell’ indagine svolta dalla Commissione pare chiaro come le autorità fossero a conoscenza di eventi problematici da tempo, ma per colpa delle risposte omissive e non veritiere di Mps «del 23 aprile, del 10 maggio, del 25 giugno, e del 20 luglio 2012 a fronte di specifiche richieste formulate dalla Consob il 13 aprile e l’ 8 maggio» sia stata di conseguenza «ritardata l’ attività di vigilanzadell’ Autorità».© RIPRODUZIONE RISERVATA.
sara bennewitz

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