28 Febbraio 2013

Mps, in extremis il paracadute dei Monti-bond

Mps, in extremis il paracadute dei Monti-bond

 

Monti bond al fotofinish. La maxi iniezione di liquidità necessaria a rafforzare il patrimonio del Montepaschi arriverà all’ ultimo minuto. Il lancio delle obbligazioni di Stato da 3,9 miliardi è atteso infatti entro domani, termine ultimo per la sottoscrizione degli strumenti da parte del ministero dell’ Economia. Indiscrezioni di stampa avevano lasciato pensare che ci sarebbe stato un rinvio ma poi sono arrivate conferme che l’ operazione si chiuderà nell’ arco di quarantotto ore.Secondo quanto è stato ricostruito dall’ agenzia internazionale, il governo in uscita avrebbe valutato di posticipare la sottoscrizione per dare la possibilità all’ esecutivo nascente di decidere nel merito. Ipotesi che però è stata respinta da fonti vicine al dossier. Intanto, chi non getta la spugna è il Codacons che, dopo il ricorso bocciato dal Tar per la sospensione dei Monti bond, ha presentato appello, come previsto, al consiglio di Stato, motivando la decisione col fatto che dall’ emissione degli aiuti di Stato deriverebbe un «danno alla concorrenza». L’ associazione dei consumatori, tuttavia, ha già incassato un primo ‘nò dal giudice speciale che ha respinto la richiesta di sospendere in via urgente l’ ordinanza del Tar. «Da un primo esame – si legge nel decreto monocratico – non appaiono sussistere presupposti per il rilascio della richiesta misura cautelare provvisoria presidenziale rispetto all’ attività amministrativa dispiegata, che forma l’ oggetto del processo». Pertanto per la discussione è stata fissata la camera di consiglio del 22 marzo prossimo. Sull’ attesa della sottoscrizione dei Monti bond il titolo Mps in Borsa è stato oggetto di forti vendite. E dopo aver perso oltre 4 punti percentuali, per effetto anche dei dubbi sorti in giornata sull’ operazione, le azioni hanno chiuso in calo del 2,11% a 0,20 euro. Gli strumenti subordinati convertibili in azioni che saranno emessi dal Montepaschi di Siena e sottoscritti dal Tesoro, per rafforzare il Core Tier 1 della banca con intervento pubblico in base ai criteri stabiliti dalla Commissione europea e dall’ Eba (European banking authority), sono ibridi perchè mettono assieme caratteristiche obbligazionarie e azionarie e anche perchè si ispirano a nuove formule europee e vecchi prodotti nazionali come i Tremonti-bond. I Monti-bond come suggerito dalla Commissione europea e come già fatto nelle ristrutturazioni bancarie in Inghilterra e Spagna, consentono all’ emittente di non pagare gli interessi sui prestiti subordinati già in circolazione quando è possibile esercitare l’ opzione di non pagamento. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this