21 Aprile 2017

Mps, il Gup contro la procura: Viola e Profumo vadano a giudizio

Mps, il Gup contro la procura: Viola e Profumo vadano a giudizio

Il
giudice di Milano chiede ai pm di portare a processo gli ex vertici
della banca sense, mentre i procuratori avevano optato per
l’archiviazione. I reati contestati sono falso in bilancio e
manipolazione del mercato in relazione ai derivati Alexandria e
Santorini

MILANO – Il Gup di Milano, Livio Antonello Cristofano ha disposto l’imputazione coatta nei confronti degli ex manager del Monte dei Paschi, Fabrizio Viola e Alessandro Profumo. Il giudice si era riservato nei giorni scorsi di decidere sull’opposizione all’archiviazione presentata dall’associazione consumatori Codacons e oggi ha depositato il provvedimento col quale, in sostanza, “ordina” alla procura di chiedere il rinvio a giudizio per gli indagati. Il pm aveva infatti chiesto di archiviare la posizione degli ex vertici senesi.

Quando Cristofano aveva optato per riservarsi di decidere sull’opposizione all’archiviazione, la Procura aveva insistito perché non si andasse a processo sia per le 11 persone fisiche che per la banca, indagata per la legge 231 del 2001 sulla responsabilità degli enti per i reati commessi dai dipendenti. Sono state invece archiviate le posizioni degli altri indagati.

Il fascicolo era stato trasmesso a Milano da Siena a fine luglio dell’anno scorso per ragioni di competenza territoriale. I magistrati milanesi titolari dell’inchiesta, i pm Mauro Clerici, Stefano Civardi e Giordano Baggio, ai primi di settembre presentarono richiesta di archiviazione sia per le persone fisiche che per l’istituto di credito. A opporsi all’epilogo giudiziario della vicenda erano stati il Codacons e i piccoli azionisti.

Nel frattempo, era intervenuto anche il pg Felice Isnardi che aveva disposto ulteriori accertamenti sulla posizione della banca, sfruttando la possibilità che gli concede l’articolo 58 della legge 231 di svolgere “gli accertamenti indispensabili e, qualora ritenga ne ricorrano le condizioni, contestare all’ente le violazioni amministrative conseguenti al reato” entro sei mesi dalla comunicazione del decreto motivato dell’archiviazione emesso dalla Procura. Nell’ambito di questi approfondimenti, è stata eseguita anche una perizia tecnica sui derivati Santorini e Alexandria da cui sarebbero derivate le perdite milionarie nascoste nei bilanci. I reati contestati sono falso in bilancio e manipolazione del mercato.

“Ho certezza della correttezza del mio operato e come sempre ho piena fiducia nella giustizia”. Con queste parole Profumo ha commentato il respingimento della richiesta di archiviazione nei suoi confronti. “Immensa soddisfazione” viene espressa dal Codacons, che anticipa che gli ex vertici “verranno citati in giudizio per lite temeraria e per calunnia, per aver osato chiedere 30 milioni di euro di risarcimento al Codacons, colpevole a loro dire di averli diffamati quando l’associazione avanzò dubbi sulla correttezza del bilancio di Mps, dubbi in seguito certificati dalla Consob che chiese formalmente alla stessa banca di
rettificarlo – commenta l’associazione – Non solo. Avvieremo una costituzione di parte civile di massa nei confronti di Viola e Profumo per conto di tutti gli azionisti di Monte dei Paschi, che potranno chiedere agli ex manager della banca il risarcimento dei danni subiti”.

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