24 Agosto 2013

Mps, esposto Consobcontro i nuovi vertici

Mps, esposto Consobcontro i nuovi vertici

La Consob muove contro i nuovi vertici di Mps con un esposto alla procura di Siena. Esposto al quale peraltro, si apprende in ambienti giudiziari, non sarebbe stato dato seguito. Al centro del nuovo caso, ancora la ristrutturazione del prodotto Alexandria eseguita con Nomura nel 2009: la novità è che anche nelle informazioni date durante la gestione della banca da parte del nuovo vertice Profumo-Viola «la reale natura dell’ operazione è stata celata». Almeno così scrive la Consob alla Procura di Siena, con la banca che precisa come il nuovo management sia «estraneo ai procedimenti». Secondo la Commissione di controllo sulla Borsa le risposte della banca del 6 luglio e del primo ottobre 2012 «a fronte di specifiche richieste di informazioni» avrebbero «ostacolato l’ esercizio dell’ attività di vigilanza»: sono mesi nei quali Fabrizio Viola (nominato direttore generale della banca in gennaio) e Alessandro Profumo (presidente da fine aprile) già guidavano l’ istituto senese. «Solo in data 15 ottobre 2102 i nuovi vertici aziendali hanno comunicato di aver rinvenuto il «mandate agreement» dal quale emergeva con evidenza il collegamento tra l’ operazione di ristrutturazione di Alexandria e l’ acquisto di Btp», si legge nell’ esposto inviato nel febbraio scorso alla Procura come «segnalazione di fatti aventi possibile rilevanza penale». Ma la banca e suoi vertici non ci stanno, annunciando azioni legali contro Codacons, che ha contribuito a far emergere l’ esposto, da tempo in «guerra» su Mps, per «tutelare la corretta informativa di mercato, la propria reputazione e tutti i propri diritti innanzi alle competenti autorità a fronte della continua e ingiustificata attività di diffamazione effettuata» dall’ associazione dei consumatori «che risponderà nelle sedi opportune». La banca aggiunge che la segnalazione Consob «non è stata considerata rilevante» dalla Procura di Siena e «non risulta l’ esistenza di alcuna indagine a carico del nuovo management».Ma, ricostruisce l’ Ansa, nell’ esposto Consob sottotraccia c’ è una «frizione» non tanto nascosta con la Banca d’ Italia. La Commissione, accreditata di un atteggiamento più intransigente sulla questione Mps, riporta una lunga lista di richieste a Bankitalia per l’ acquisizione di informazioni e cita scarsi esiti dell’ ispezione di via Nazionale, tra i quali comunque «ulteriori elementi che sollevano dubbi in relazione alle motivazioni a supporto dell’ operatività» della banca, mentre l’ ispezione «non rileva – sottolinea la Consob – il contratto di mandate agreement» con Nomura «che ha consentito, ma solo ex post, di comprendere il collegamento finanziario e giuridico delle operazioni».[g. pao.]
 
 

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