10 Settembre 2013

Mps, due settimaneper consegnare all’ Ueil piano di salvataggio

Mps, due settimaneper consegnare all’ Ueil piano di salvataggio

Mps accelera, sotto il pressing Ue, sulla ristrutturazione e si dà due settimane per spedire il piano di salvataggio all’ Antitrust europeo. Il consiglio d’ amministrazione del Montepaschi si riunirà già domani per preparare il piano predisposto secondo le linee guida concordate con la Commissione Europea, che tra i vari paletti imposti ha chiesto anche un maxi-aumento di capitale da 2,5 miliardi.Un piano di salvataggio che all’ interno dell’ istituto di Rocca Salimbeni viene definito pesante e difficile da digerire. E anche Piazza Affari sa che non sarà una passeggiata: in Borsa il titolo Mps ha chiuso la seduta con una perdita del 2,82% (a 0,21 euro), mentre in mattinata aveva ceduto quasi il 5%. Il maxi-aumento, che è superiore al valore della capitalizzazione dell’ intero gruppo in Borsa (circa 2,33 miliardi), aprirà così le porte a nuovi soci e ad altre banche, facendo ripartire il consolidamento del comparto bancario europeo e italiano, fermo dagli anni di Antonveneta (2007). Ma come più volte detto dal presidente Alessandro Profumo, la scommessa è far entrare nuovi azionisti che non siano espressione del mondo bancario. Ma prima di parlare di riassetti e nuovi soci bisognerà varare il salvataggio che per l’ Antitrust Ue potrebbe essere operativo tra due mesi con una finestra per la sottoscrizione dell’ aumento nel 2014. Domani intanto il Cda verrà aggiornato da Fabrizio Viola sulle richieste arrivate da Bruxelles e, in particolare, sulle strategie necessarie per ridurre il portafoglio titoli di Stato e derivati e per tagliare i costi.Le indicazioni di Bruxelles hanno allarmato i sindacati che si dicono preoccupati per una nuova ondata di tagli dei dipendenti. Con un comunicato le quattro sigle Fabi, Fiba, Ugl e Uilca hanno affermato che «non saranno tollerate ulteriori misure di contenimento dei livelli occupazionali e retributivi, rispetto a quelle già previste nel piano industriale e codificate nell’ Accordo 19 dicembre 2012». Al tempo stesso le organizzazioni, consapevoli del momento difficile, hanno preso le distanze dalla Fisac che ha avanzato iniziative di lotta e scioperi.Reazioni sono arrivate anche dai consumatori. Il Codacons benedice le decisioni dell’ Ue e chiede le dimissioni dei responsabili della crisi della banca. L’ Adusbef auspica invece la nazionalizzazione della banca. Ipotesi che si potrebbe verificare nel 2015, nel caso in cui dovesse fallire l’ aumento di capitale e il rimborso parziale dei 4 miliardi di aiuti di Stato, noti a tutto col nome di Monti-Bond. [r. e.]

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