25 Marzo 2013

MPS: CODACONS SCRIVE A BARROSO, RITIRI AUTORIZZAZIONE PRESTITO

MPS: CODACONS SCRIVE A BARROSO, RITIRI AUTORIZZAZIONE PRESTITO

(AGI) – Roma, 25 mar. – Dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha respinto l’appello presentato dal Codacons in via cautelare per bloccare l’emissione dei Monti-bond a favore di Mps, l’associazione, chiamato a pronunciarsi il prossimo 3 aprile – si rivolge oggi con una lettera al Presidente della Commissione Europea Jose’ Manuel Barroso. Il Codacons ricorda come la battaglia contro il prestito da 4 miliardi di euro prosegua al Tar del Lazio. In particolare l’associazione chiede a Barroso di rivedere la decisione con la quale la Commissione Europea ha dato il via libera ai Monti-bond in favore di Mps, ritirando l’autorizzazione concessa alla luce dei nuovi fatti emersi che trasformerebbero l’intera operazione in un illecito aiuto di Stato in favore della banca senese. Il Codacons rivolge infine un appello a Beppe Grillo, affinche’ attraverso il Movimento 5 Stelle presente in Parlamento convochi la Commissione Finanze per indagare sul caso Mps. Nella comunicazione inviata dal Codacons, si chiede alla Commissione di ritirare l’autorizzazione temporanea all’operazione Mps rilasciata dall’istituzione europea, alla luce dei nuovi fatti emersi. “La Commissione Europea non e’ entrata nel merito della cause specifiche che hanno creato lo shortfall di capitale – scrive il Codacons nell’istanza – la Commissione non ha ne’ le competenze ne’ l’autorita’ per farlo ma si e’ basata sulle valutazioni della Banca d’Italia. E’ esattamente questo il punto: la Banca d’Italia ha dichiarato il falso alla Commissione Europea. Se la Commissione Europea chiamata a dare la propria autorizzazione su una materia cosi’ delicata come appunto gli aiuti di Stato, delibera sulla base di false rappresentazioni fornite dallo Stato membro che ha attivato la procedura, va da se’ che tale autorizzazione deve essere revocata nel momento in cui si accertasse la falsita’ delle rappresentazioni fornite, poiche’ non puo’ essere considerata in alcun modo legittima un’autorizzazione concessa ad uno Stato membro a fronte di una rappresentazione menzognera. Quand’anche la sottoscrizione dei Monti Bond possa essere considerata una forma tecnica di aiuti di Stato adeguata per una banca che presenti uno shortfall di capitale causato dalle perdite subite per Titoli di Sato sottoscritti a sostegno del debito pubblico, l’analisi cambia radicalmente – e comunque la Commissione avrebbe l’obbligo quanto meno di accertarsene anche per poi eventualmente riconfermarla – ove si accertasse che le perdite suddette nulla hanno a che fare con la sottoscrizione dei Titoli di Stato ma sono la conseguenza di operazioni speculative (derivati creditizi) occultati ad arte insieme ad operazioni ad essi collegati (Long Term Repo, swap) e falsamente rappresentati come Titoli di Stato”. Infine, scrive ancora il Codacons, “sebbene si e’ preferito soffermarsi sugli aspetti secondo noi piu’ rilevanti anche sotto il profilo etico e politico, vorremmo cogliere l’occasione per confutare un’ulteriore valutazione contenuta nell’autorizzazione rilasciata dalla Commissione europea in data 17 dicembre 2012 ovvero l’adeguatezza delle remunerazione dei Monti Bond. Al contrario, la remunerazione dei Monti Bond e’ del tutto inadeguata in relazione al rischio sopportato dai contribuenti: i termini dei Monti Bond sono inadeguati sotto il profilo rischio-rendimento per il MEF (e dunque per i contribuenti) a totale vantaggio degli attuali azionisti di MPS sia in termini assoluti che relativi rispetto ai Tremonti Bond sottoscritti dal Tesoro nel 2009”.(AGI) Red/Pit
        

 
       

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