7 Aprile 2018

Mps, chiesto il proscioglimento per gli ex manager Viola e Profumo

il pm di milano sulla vicenda dei derivati alexandria e santorini: «il fatto non sussiste»
gianluca baldiniIl pubblico ministero di Milano Stefano Civardi ha chiesto il proscioglimento dalle accuse di aggiotaggio e falso in bilancio per gli ex vertici di Mps, Alessandro Profumo (ora ad di Leonardo) e Fabrizio Viola, e per l’ ex presidente del collegio sindacale, Paolo Salvadori. La richiesta è arrivata alla fine della requisitoria nel corso dell’ udienza preliminare sulla vicenda relativa alla presunta non corretta contabilizzazione dei derivati Alexandria e Santorini presenti nei bilanci della banca senese.La richiesta di non luogo a procedere da parte del pm Civardi, titolare del fascicolo insieme a Giordano Baggio e Mauro Clerici, è stata formulata perché «il fatto non sussiste» e il reato non è previsto dall’ ordinamento come reato. Il pm Civardi ha parlato circa due ore davanti alle parti prima di chiedere il proscioglimento degli indagati. Il nodo della questione è la rappresentazione nei bilanci dal 2012 alla semestrale del 2015 di Alexandria e Santorini. I due derivati furono iscritti a bilancio «a saldi aperti». Secondo la Procura, invece, sarebbe stata più corretta una rappresentazione «a saldi chiusi», tuttavia di fronte al fatto che negli allegati al bilancio erano rappresentati gli effetti di una diversa contabilizzazione, non è stata notata l’ intenzione di ingannare nessuno e per questo è stato chiesto il proscioglimento di Viola, ex amministratore delegato della banca, di Profumo, ex presidente, e di Salvadori. Inoltre, la Procura, come riferito da fonti legali citate dall’ agenzia Radiocor, ha riconosciuto che da parte di tutte le autorità di controllo c’ erano comunicazioni che avevano indotto la banca a scegliere una contabilizzazione a saldi aperti.L’ inchiesta che si trova ora davanti al giudice per l’ udienza preliminare del tribunale di Milano, Alessandra Del Corvo, era stata aperta dalla Procura di Siena e poi trasferita a Milano per competenza territoriale. I magistrati a fine agosto 2016 presentarono richiesta di archiviazione per gli 11 indagati e disposero l’ archiviazione per la banca, indagata per la legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Il Codacons e alcuni piccoli azionisti di Mps, però, presentarono opposizione alla richiesta di archiviazione e, nell’ aprile 2017, il gip di Milano Livio Antonello Cristofano respinse la richiesta della Procura per Viola, Profumo e Salvadori, imponendo l’ imputazione coatta per i reati di aggiotaggio e falso in bilancio. Nel frattempo, intervenne nella vicenda anche il sostituto procuratore generale di Milano, Felice Isnardi, che dispose ulteriori accertamenti sulla posizione della banca, sfruttando la possibilità che concede l’ articolo 58 della legge 231 di svolgere «gli accertamenti indispensabili e, qualora ritenga ne ricorrano le condizioni, contestare all’ ente le violazioni amministrative conseguenti al reato» entro sei mesi dalla comunicazione del decreto motivato dell’ archiviazione emesso dalla Procura. Nel quadro di questi approfondimenti, è stata eseguita anche una perizia tecnica sui derivati Santorini e Alexandria, a cui il giudice per le indagini preliminari Cristofano ha poi fatto riferimento nel disporre l’ imputazione coatta per gli ex vertici di Mps. La Procura, invece, nel chiedere il proscioglimento degli indagati è rimasta sulla propria posizione iniziale, cioè quella di chiedere l’ archiviazione alla fine delle indagini.Intanto, da ieri il titolo di Mps si è messo a correre in Borsa. Dopo il +8,73% del 5 aprile, innescato dal feedback positivo degli investitori all’ incontro a Londra con il management della banca, ieri le azioni a Piazza Affari hanno chiuso in crescita del +5,55% a 2,93 euro. A sostenere il recupero di Mps, reduce da un forte calo in Borsa dopo i conti 2017 diffusi lo scorso 9 febbraio (quando il titolo valeva 3,78 euro), oggi contribuisce la promozione a equalweight (tenere in portafoglio) da underweight (sottopesare) da parte di Barclays, con prezzo obiettivo che scende a 3,1 euro, ma resta ancora al di sopra degli attuali livelli a Piazza Affari.
gianluca baldini

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