Mps, chiesto il processo per Mussari, Vigni e altri 11
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fonte:
- La Nazione
I pm: «Danno patrimoniale rilevante per la banca»
RICHIESTA di rinvio a giudizio per gli ex vertici di Banca Monte dei Paschi Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, con altre undici persone, nell’ inchiesta sulle operazioni finanziarie Alexandria, Santorini, Fresh e Chianti classico (derivati, prestiti ibridi e cartolarizzazioni). I pubblici ministeri di Milano, Stefano Civardi, Mauro Clerici e Giordano Baggio, contestano agli indagati i reati di falso in bilancio, ostacolo alle attività di vigilanza di Consob e Bankitalia, aggiotaggio e falso in prospetto per fatti commessi tra il 2008 e il 2012. OPERAZIONI legate allo sciagurato acquisto di Antonveneta e dalla conseguente necessità di occultare le perdite in bilancio indicando centinaia di milioni di euro di utili. Questo l’ impianto accusatorio, sostenuto dalle indagini svolte dal nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza di Roma. La richiesta di rinvio a giudizio, oltre che per l’ ex presidente Mussari e l’ ex direttore generale Vigni, è stata formulata per altri tre ex dipendenti Mps, Gian Luca Baldassarri, ex responsabile area Finanza, Daniele Pirondini, ex direttore finanziario, Marco Di Santo, all’ epoca responsabile Alm (Asset liabilities management e capital management) della tesoreria e Capital management sempre. Per Deutsche bank i pm chiedono il processo per Ivor Scott Dunbar, Michele Faissola, Michele Foresti, Dario Schiraldi, Matteo Angelo Vaghi, Marco Veroni, per Nomura, Sadeq Sayeed e Raffaele Ricci. Nell’ imputazione si osserva che Mussari e Vigni, in concorso con gli altri indagati, «con l’ intenzione di ingannare i soci» per «conseguire per sé e per altri un ingiusto profitto» avrebbero esposto nei «bilanci, nelle relazioni e nelle altre comunicazioni sociali» fatti «materiali non rispondenti al vero», causando così «a Mps un danno patrimoniale di rilevante entità». In relazione al derivato Santorini, per fare un esempio, gli ex vertici «ideavano, organizzavano, concludevano ed eseguivano un’ operazione di finanza strutturata fatta su misura, anomala e fuori mercato», affermano i pm. Per gli azionisti della banca, osserva il Codacons, si apre ora la possibilità di costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni subiti. «Gli azionisti – sostiene l’ associazione – potranno entrare nel processo in qualità di parte civile e chiedere il risarcimento danni nei confronti dei soggetti che saranno ritenuti responsabili di illeciti». O.P.
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