Mps chiede il conto a Mussari
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fonte:
- Avvenire
DA MILANO ANDREA D’ AGOSTINO U na giornata tesa, ieri a Siena. L’ assemblea ordinaria del Monte dei Paschi, dopo dieci ore di dibattito, ha approvato a larghissima maggioranza (il 98,7%) il bilancio 2012 della banca, in rosso per oltre tre miliardi di euro. Ma soprattutto, l’ assemblea (al 99,9%, un autentico plebiscito) ha votato a favore dell’ azione di responsabilità nei confronti di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, rispettivamente ex presidente ed ex direttore generale della banca, per i danni subiti dall’ istituto a causa delle operazioni Santorini e Alexandria contratte con Nomura e Deutsche Bank. Dal canto suo, il presidente della Fondazione Gabriello Mancini, ha dato il «totale appoggio», annunciando che chiederà altri approfondimenti «qualora emergessero nuovi elementi di illeicità e di anomalia, per tutelare e proteggere gli interessi del gruppo Mps e dei suoi azionisti». «Se dovessero emergere altri elementi, agiremo senza alcun timore», ha aggiunto il presidente della banca, Alessandro Profumo, specificando di essere venuto a Siena «per risanare l’ istituto». Un nuovo corso, il tentativo di voltare pagina, che ha trovato consenso in Borsa (+6,88%). Adesso la principale sfida che ha davanti la banca è il rimborso dei Monti bond. «Dobbiamo farcela – ha detto Profumo – è l’ unico modo per mantenere l’ indipendenza e la sede a Siena. Dobbiamo averne consapevolezza o ci prendiamo in giro». Per riuscire a rimborsare i titoli, il presidente di Mps ha indicato due passaggi decisivi: «recuperare redditività» e «aumentare la solidità patrimoniale passando per un aumento di capitale». Tutto questo deve avvenire «in uno scenario che vedrà i ricavi scendere per effetto del mondo esterno». Ecco perché, ha avvertito, sarà indispensabile «continuare nel taglio dei costi. Chi propone ricette magiche, prende in giro se stesso e gli altri ». E per quanto riguarda lo statuto della fondazione, ha aggiunto che Banca d’ Italia «ha chiesto con chiarezza di togliere» il vincolo del 4% per i soci della banca e «penso che in tempi anche brevi l’ assemblea degli azionisti sarà chiamata a discutere di questo argomento». Non sono mancate contestazioni alle speculazioni che hanno portato la banca nella bufera giudiziaria degli ultimi mesi. «Il cda non interviene direttamente nella gestione dei prodotti finanziari, ma definisce strategie e limiti di investimento», ha replicato l’ Ad Fabrizio Viola, ricordando che «oggi come oggi, i poteri che l’ area finanza ha in termini di esposizione della banca ai vari fattori di rischio non è neanche comparabile con le deleghe che si avevano prima delle modifiche apportate nell’ esercizio 2012». L’ assemblea è stata segnata anche dal botta e risposta tra Viola e il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, il quale ha chiesto di fornire ai soci il contratto con Nomura e la lettera di mandato, al centro dell’ inchiesta della Procura di Siena sull’ acquisizione di Antonveneta. «Se i soci non vedono questo, non possono capire se il bilancio 2012 sia vero o falso. Sono documenti essenziali che vi vengono nascosti», ha denunciato Rienzi. «Il bilancio è corretto e risponde appieno a quanto dichiarato – ha replicato Viola -. Non esistono altre perdite da portare in bilancio». In quanto ai documenti richiesti, «sono oggetto di indagini della magistratura e devono restare riservati anche ai soci». Il momento è indubbiamente difficile, soprattutto per quanto riguarda le esternalizzazioni previste dal piano industriale per ridurre i costi dell’ istituto. «Stiamo cercando di risanare quest’ azienda senza praticare un licenziamento – ha detto Profumo -. Oggi nessuno di noi può pagare stipendi senza fare ricavi. Quel tempo è passato non solo per Mps ma per tutto il Paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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