3 Luglio 2015

Mps cede alle vendite

Mps cede alle vendite

Mps cede alle vendite diffuse sul mercato: l’ azione della banca senese si allinea sostanzialmente alla cattiva intonazione del comparto bancario con un ribasso dello 0,34% che riporta i corsi a 1,74 euro dopo un minimo a 1,729. Il Tar del Lazio ha respinto nel merito la richiesta dell’ associazione dei consumatori Codacons di annullare il via libera della Consob al recente aumento di capitale da 3 miliardi di euro già conclusosi lo scorso 16 giugno con successo. Il Consiglio di Stato, al quale la Codacons ha fatto ricorso, ha rinviato la decisione finale al prossimo 30 luglio. Lo ha affermato una nota dell’ associazione che specificava che il Presidente della VI sezione del CdS, Stefano Baccarini, ha emesso oggi [il primo luglio 2015 Ndr] un decreto con cui unifica l’ appello presentato dal Codacons contro l’ ordinanza cautelare del Tar del Lazio – che riteneva di non sospendere il prospetto Consob – al ricorso d’ appello annunciato oggi in udienza dall’ associazione contro la sentenza dello stesso Tar, emessa ieri 30 giugno, con la quale veniva definita la relativa controversia, sempre in senso favorevole a Consob e Mps. In pratica la Codacons aveva chiesto una sospensione cautelativa dell’ operazione di aumento di capitale in attesa che la Consob completasse l’ accertamento in corso su Alexandria anche alla luce della chiusura delle indagini della Procura di Milano. Come noto ed evidenziato dalla stessa Mps nel prospetto dell’ aumento di capitale contestato da Condacons, la banca senese è tuttora sottoposta a rischi derivanti dal contenzioso civile, penale e amministrativo collegato a indagini penali e vicende giudiziarie del 2012 e 2013. Ci sono indagini avviate in sede penale dalla magistratura e vicende giudiziarie che hanno interessato Mps per quel biennio e che si riferiscono principalmente alle operazioni finanziarie attuate per ottenere le risorse necessarie all’ acquisizione di Banca Antonveneta. Sotto la lente alcune operazioni finanziarie effettuate, tra cui le operazioni connesse alle ristrutturazioni dell’ operazione “Santorini” e delle note “Alexandria”, i precedenti aumenti di capitale eseguiti dalla Banca nel 2008 e nel 2011 e l’ operazione FRESH 2008. Fra le criticità connesse all’ operazione al 31 marzo 2015 l’ esposizione verso Nomura collegata ad Alexandria rappresentava il 48,81% dei Fondi Propridi Mps, rispetto al 34,68% al 31 dicembre 2014 e al limite regolamentare del 25% previsto. Tale superamento è stato determinato sia dalla riduzione del Patrimonio di Vigilanza della banca per effetto della perdita del 2014, sia dall’ incremento del valore dell’ esposizione dovuto all’ andamento nel periodo stesso dei parametri di mercato sottostanti (tassi, credit spread, ecc.). Riguardo a tale esposizione, inoltre, la BCE con lettera del 10 febbraio 2015 aveva richiesto all’ Emittente di rientrare entro i limiti regolamentari entro il 26 luglio 2015, subordinatamente all’ assenza di comprovati impedimenti di natura legale connessi ai procedimenti in essere in relazione all’ operazione denominata “Alexandria”. La chiusura dell’ operazione con Nomura, evidenziava ancora il prospetto per l’ aumento di capitale di Mps, comporterebbe un impatto negativo significativo sul conto economico della Banca, legato all’ andamento delle variabili di mercato, principalmente riconducibile al ricircolo (riversamento a conto economico) della Riserva AFS alla data di chiusura dell’ operazione, oltre che ai costi di chiusura della transazione con Nomura stessa. Per questo motivo i nuovi obiettivi del gruppo ipotizzavano una riduzione del valore dell’ esposizione verso Nomura entro i limiti regolamentari e il proseguimento dell’ operazione “Alexandria” senza ipotizzare la sua chiusura.

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