Mps, BankItalia convocata al Tar
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fonte:
- Modena Qui
Nel giorno in cui a Siena sono andati in scena i primi interrogatori di peso sul caso Monte de’ Paschi (vedere articolo in basso ), nella vicenda si fa largo pesantemente un nuovo fronte giudiziario. Il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso presentato dal Codacons, ha infatti fissato un’ audizione sul caso per domani. Quando per le 9.30 sono convocati i rappresentanti della Banca d’ Italia, allo scopo di fornire chiarimenti in merito all’ utilizzo dei cosiddetti «Monti-bond». Ovvero il prestito da 3,9 miliardi che lo Stato concederà all’ istituto toscano, altrimenti in notevole difficoltà patrimoniale. Il prestito è a tassi molto onerosi, il 9% solo il primo anno, ma convertibile in capitale, in azioni insomma, sotto determinate condizioni. A comunicare l’ audizione di domani è stata una nota della stessa associazione dei consumatori, che lunedì ha presentato un ricorso d’ urgenza alla giustizia amministrativa. Ed è solo uno, peraltro, dei contenziosi aperti o annunciati con Mps: da cui il Codacons vuole ad esempio indennizzi copiosi per tutte le azioni della banca collocate al pubblico negli sportelli della stessa. Nel ricorso al Tar, si chiede di annullare la delibera con la quale il Direttorio della Banca d’ Italia, venerdì scorso, ha espresso parere favorevole all’ emissione di Monti-bond; e, appunto, si chiede di convocare con urgenza le parti interessate. Il presidente della III sezione del tribunale amministrativo, Franco Bianchi, ha ritenuto che «ai fini della pronuncia cautelare necessita l’ acquisizione di documentati chiarimenti in ordine ai punti controversi messi in discussione nel ricorso», e che a tale scopo «può utilmente provvedersi mediante audizione diretta della parte ricorrente e delle parti intimate, nonché del direttore generale e del responsabile del Servizio di vigilanza della Banca d’ Italia». A carico di Palazzo Koch, c’ è pure l’ ordine perentorio di depositare entro le 9.30 di oggi le delibere relative ai provvedimenti impugnati. I 3,9 miliardi di Monti-bond sono in parte, per 1,9 miliardi, una proroga sui Tremonti-bond , ideati nel 2009 e di cui l’ istituto senese fu una delle due grandi banche italiane a servirsi. L’ altra, il Banco Popolare, li ha peraltro già rimborsati da tempo. Ma, rispetto a quattro anni or sono, le cose sono cambiate: se allora Mps faceva ancora utili, ora ha inanellato un 2011 in perdita, per 4,685 miliardi di euro; e un 2012 che non è stato certo migliore, visto che al 30 settembre il rosso era di 1,67 miliardi. Le perdite sarebbero probabilmente iniziate prima, anzi, se non fossero state ideate quelle operazioni, tipo Alexandria e Santorini , che hanno portato al patatrac degli ultimi dieci giorni, con le dimissioni di Giuseppe Mussari dall’ Abi. E che ancora sui conti del 2012 potrebbero pesare per una cifra da 220 ai 740 milioni di euro.
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