MPS: BANCA D’ITALIA OSTACOLA IL TAR E NON DEPOSITA, NONOSTANTE L’ORDINE DEL GIUDICE, IL PROVVEDIMENTO DI NULLA OSTA AL PRESTITO DI 3,9 MILIARDI DI EURO
IL CODACONS MANDA IL RICORSO DISCUSSO OGGI AL TAR ALLA COMMISSIONE EUROPEA PERCHE’ NEGHI IL PARERE POSITIVO AD UNA OPERAZIONE CHE SI CONFIGURA COME UN AIUTO DI STATO VIETATO
L’ASSOCIAZIONE HA CHIESTO OGGI AL TAR DI TRASMETTERE ALLA PROCURA DI SIENA E DI ROMA IL PROSPETTO ALLEGATO AL DECRETO DI AUTORIZZAZIONE DEL MEF: MPS NEL PROSPETTO, PUR DI AVERE IL PRESTITO, HA DICHIARATO IL FALSO
“L’emittente dichiara che successivamente al 30 giugno 2012 non si sono verificati eventi che abbiano o possano avere impatto negativo rilevante con riferimento alla propria situazione patrimoniale finanziaria e reddituale , che non siano stati già resi pubblici o comunicati al MEF e/o alla Banca d’Italia .L’emittente si impegna altresì a comunicare tutte le variazioni che dovessero intervenire prima della sottoscrizione dei titoli”.
Su questo impegno assunto dalla banca MPS e che ha condotto il Ministero dell’economia a decidere in favore del mega-prestito all’istituto pari a 3,9 miliardi di euro, si è concentrata l’udienza odierna davanti al Tar del Lazio, che come noto ha convocato i vertici di Bankitalia accogliendo le richieste del Codacons. Banca d’Italia, tuttavia, ha inspiegabilmente rifiutato di mostrare al Tar i documenti relativi al provvedimento di nulla osta in favore del prestito a Mps, nonostante l’ordine perentorio del giudice. Un rifiuto che il Codacons giudica gravissimo, perché i documenti che l’istituto vuole tenere nascosti interessano milioni di cittadini, e non possono rimanere segreti. Contro il comportamento di Bankitalia, l’associazione sta preparando un esposto alla Procura di Roma, alla quale chiederà di aprire una indagine alla luce dell’art. 650 c.p. (Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità)
I legali dei ricorrenti hanno poi contestato i falsi e gli occultamenti degli atti del contratto NOMURA e gli altri documenti interni – come quello pubblicato oggi dal Corriere della sera – che attestavano una condizione non certo florida della banca.
Alla luce dei nuovi elementi emersi, il prestito a Mps va bloccato – spiega il Codacons – in tal senso abbiamo chiesto al Presidente della III sezione del Tar, Franco Bianchi, di trasmettere alle Procure di Siena e di Roma, che indagano su Mps, il prospetto allegato al decreto del Ministero dell’economia con il quale si autorizza il prestito da 3,9 miliardi, estendendo l’inchiesta anche a tale aspetto. Non solo. Il ricorso presentato al Tar dall’associazione, verrà inviato oggi alla Commissione Europea, affinché dichiari il sostegno economico fornito a Mps una forma di aiuto di Stato, vietata dalle norme comunitarie, dichiarando quindi illecita l’intera operazione.
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