18 Marzo 2013

Mps, Baldassarri torna in crcere

Mps, Baldassarri torna in crcere

E’ durata appena 24 ore la scarcerazione di Gianluca Baldassari, ex capo dell’area Finanza di Banca Monte dei Paschi. Il manager, infatti, tornerà in carcere. È quanto ha disposto il gip del tribunale di Siena Ugo Bellini, che venerdì lo aveva scarcerato per un vizio di forma. Il giudice ha disposto il trasferimento di Baldassarri al carcere di San Vittore a Milano.
Secondo quanto si apprende il gip di Siena avrebbe confermato l’arresto di Gianluca Baldassarri per «pericolo di fuga e inquinamento probatorio». L’ex capoarea finanza di Mps è indagato nell’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta, tra l’altro, per associazione per delinquere, concorso in ostacolo alla vigilanza e truffa. Dopo aver lasciato la procura di Siena ieri sera dopo le 22, Baldassarri era tornato a Milano e, sempre secondo quanto si apprende, l’esecuzione del provvedimento del gip sarebbe in corso in questi minuti.
L’istanza di scarcerazione di Gianluca Baldassarri per scadenza dei termini dell’interrogatorio davanti al gip era stata firmata venerdì dallo stesso giudice del tribunale di Siena, Ugo Bellini, ma praticamente in contemporanea, i pm titolari dell’inchiesta su Banca Monte dei Paschi (Giuseppe Grosso, Aldo Natalini e Antonino Nastasi) avevano presentato una nuova richiesta di custodia cautelare in carcere per l’ex responsabile dell’area finanza del Monte.
Così Baldassarri – ex capo area Finanza di Mps – sabato intorno alle 14 è uscito dal carcere fiorentino di Sollicciano ma, con un borsone in mano, insieme al suo difensore Filippo Dinacci, si è dovuto presentare al palazzo di giustizia della città del Palio, per essere nuovamente interrogato dal giudice. Tra l’altro, anche i pm avevano deciso di interrogarlo, sempre stasera. Baldassarri è l’unico indagato dell’inchiesta su Mps arrestato in questi mesi: fu fermato a Milano il 14 febbraio scorso perchè, secondo gli inquirenti, stava cercando di fuggire all’estero. L’8 marzo fu proprio il gip Bellini a confermare la decisione del suo collega di Milano che il 16 febbraio aveva detto sì alla richiesta di custodia in carcere.
Quello stesso giorno Baldassarri venne trasferito da S. Vittore al carcere fiorentino di Sollicciano. Come e perchè siano stati fatti scadere i termini dell’interrogatorio, poi, non è chiaro. Forse il giudice aveva considerato sufficiente l’interrogatorio del suo collega milanese, essendo quella dell’8 marzo un’ordinanza di conferma dell’arresto. Di sicuro c’è che due giorni fa l’avvocato Dinacci ha presentato la richiesta di scarcerazione proprio per scadenza dei termini dell’interrogatorio. Una decisione, questa, che non è piaciuta ai magistrati inquirenti, per i quali Baldassarri oltre ad essere stato protagonista dell’operazione Alexandria, conclusa da Mps con Banca Nomura, sarebbe stato anche a capo della cosiddetta ‘banda del cinque per centò. Insieme ad alcuni degli uomini a lui più vicini nell’area finanza del Monte, e ad alcuni broker di una società milanese, Baldassarri si sarebbe fatto pagare la percentuale del 5% per realizzare certe operazioni con Mps.
I finanzieri del nucleo di polizia valutaria, in due diverse occasioni, gli hanno sequestrato quasi 24 milioni di euro. Quando venne interrogato dal gip lombardo, secondo quanto disse il suo difensore, Baldassarri si era difeso dicendo che all’interno di Rocca Salimbeni «tutti sapevano di Alexandria» e che «tutti i contratti sui derivati erano stati regolarmente depositati». Circostanze che sarebbero state smentite da molti dei tanti testimoni sentiti in questi mesi. Al termine dell’interrogatorio di questa sera, il gip potrebbe anche decidere di riservarsi una decisione e in questo caso Baldassarri potrebbe lasciare il palazzo di giustizia da uomo libero. Sempre oggi, prima di lui, era stato sentito dai pm l’ex vicedirettore generale Marco Morelli, indagato per concorso in ostacolo alla vigilanza. Arrivato in procura con i suoi legali Riccardo Olivo e Nicola Apa, Morelli è stato ascoltato per oltre due ore. L’interrogatorio è stato secretato e all’uscita nè lui nè i suoi difensori hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Infine, il Codacons ha annunciato in una nota che invierà un nuovo esposto alle procure di Roma e Siena sulla vicenda dei Monti-bond concessi dal governo a Mps.

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